Archivio delle Categorie: Controversie
Contiene articoli riguardanti le controversie e gli errori del mondo Pokémon.
La controversia di Pietrabrillo, Neropietra e Pietralbore
Salve a tutti! Sono lieto di presentarvi il mio più recente articolo che inaugura la categoria “Controversie“. Il mondo dei Pokémon (quello reale e tangibile, l’impero di Satoshi Tajiri insomma – non quello sul quale sculetta Ash), come ogni business che si rispetti, ha le sue magagne, le sue inconsistenze e i suoi errori; l’intento della categoria “Controversie” è proprio quello di parlare di questi argomenti un po’ oscuri, sia per motivi ignoti ai più, che per banali errori di traduttori e mediatori.
Proprio di quest’ultima categoria d’errori si parlerà in quest’articolo, più in particolare, della discutibile traduzione dei nomi delle Pietre Evolutive aggiunte nella quarta generazione: Pietrabrillo, Neropietra e Pietralbore.
Pietrabrillo, una peculiare pietra trasparente che racchiude un bagliore giallo al suo interno, è la Pietra Evolutiva che è capace di far evolvere Roselia in Roserade, Togetic in Togekiss e Minccino in Cinccino.
Neropietra, è una pietra di colore viola scuro, che nasconde al suo interno un alone tetro più buio del cielo notturno. Con questa pietra è possibile far evolvere Murkrow in Honchkrow, Misdreavus in Mismagius e Lampent in Chandelure.
Pietralbore, invece, che è una pietra di colore azzurro che si dice abbia lo stesso luccichio degli occhi, è capace di far evolvere Kirlia maschio in Gallade e Snorunt femmina in Froslass.
Ma arriviamo al dunque: i nomi Pietrabrillo e Pietralbore, sono traduzioni letterarie delle versioni americane Dawn Stone e Shiny Stone, mentre Neropietra (in inglese Dusk Stone) è una delle solite sceltacce all’italiana per quel che riguarda la traduzione del materiale giapponese.
Per quanto riguarda i nomi italiani, notiamo che concettualmente, nessuna delle tre pietre sembra collegata ad un’altra, in quanto le desinenze -brillo, Nero- e -albore, non hanno nulla a che fare tra loro. Prendendo in esame i nomi in inglese invece, notiamo che Dusk Stone (letteralmente Pietramonto – pietra + tramonto) e Dawn Stone (Pietralba – pietra + alba) richiamano i concetti di alba e tramonto, sembrando quindi due pietre uguali ed opposte, lasciando fuori dal giro la Shiny Stone.
Ma non è così! In realtà sono Pietrabrillo e Neropietra ad essere complementari, mentre Pietralbore è una stand-alone, in quanto i suoi effetti si realizzano soltanto se vengono soddisfatte alcune variabili (il sesso del Pokémon).
Vediamo perchè:
I nomi giapponesi, e quindi quelli originali, delle tre pietre, rispettivi all’ordine in cui compaiono nell’immagine in alto, Light Stone, Dark Stone e Awakening Stone, letteralmente “Pietra Luce”, “Pietra Buio” e ” Pietra Risveglio” ci rivelano la vera natura delle tre Pietre Evolutive.
Innanzitutto, ci accorgiamo che Light Stone e Dark Stone sono due pietre complementari, che prendono il “potere” rispettivamente dalla luce e dalle tenebre. Infatti, i primi due Pokémon sui quali la Light Stone ha esercitato il suo potere evolutivo, sono concettualmente collegati alla luce: Roselia è di tipo Erba e porta con sè delle rose che ,come la maggior parte dei fiori, hanno bisogno di luce per sopravvivere e crescere, e Togetic è un Pokémon attivo prevalentemente di giorno. Specularmente, i primi due Pokémon sui quali ha avuto effetto la Dark Stone, sono entrambi Pokémon che vivono nell’ombra: Misdreavus è uno spettro e Murkrow è un Pokémon notturno di tipo Buio.
Anche il nome della Awakening Stone è fortemente collegato al suo effetto: infatti, è come se, grazie all’ausilio di questa pietra, si “risvegliasse” l’evoluzione dormiente di un Pokémon del quale già si conosceva una possibile forma evoluta. Il fatto che la pietra abbia effetto solo su Snorunt femmina e su Kirlia maschio non è difficile da capire se analizziamo le loro forme evolute ottenute tramite il semplice allenamento.
Gardevoir ha un aspetto essenzialmente femmineo, una longilinea silhouette con strascico bianco. Ecco perchè il “Pokémon dormiente” in un Kirlia maschio ha le fattezze di un combattente, caratteristica prettamente mascolina.
Glalie invece, è ispirato ad una creatura mitologica maschile del folklore giapponese: l’Oni. Di tutta risposta, il “Pokémon dormiente” in uno Snorunt femmina è ispirato ad un’altra creatura mitologica giapponese: la Yuki-Onna, lo spirito di una donna in kimono che fluttua per le nevi: non vi ricorda per niente il nostro Froslass?
E con questo è tutto! Spero abbiate trovato interessante il mio articolo (e non dimenticate quindi di commentarlo)!
Ci vediamo alla prossima con un Focus on: Wartortle!
Greatmickey

