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Contiene articoli sfiziosi che parlano di curiosità e trivia riguardanti i Pokémon!

N è uno Zoroark?

Buon pomeriggio, miei cari e pochi (ma buoni!) lettori, e tanti auguri di buon anno! Dopo uno dei miei “N-simi” periodi di assenza, torno a scrivere su questo Pokéblog, dopo essere stato attirato da una teoria riguardante il personaggio di N.
Come avete potuto leggere nel titolo, la teoria in questione prova a dimostrare che N, uno dei personaggi più amati di Pokémon Nero, Pokémon Bianco e i loro rispettivi sequel, sia in realtà nientedimeno che uno Zoroark!

 Zoroark e N

Zoroark e N

Ma prima di buttarci a capofitto in questa teoria, analizziamo in breve (per chi non se lo ricordasse) il personaggio di e il Pokémon Zoroark.

Natural Harmonia Gropius, questo il nome intero donato a N dal padre Ghecis, è un giovane ragazzo dai lunghi capelli verdi che vediamo per la prima volta nei succitati titoli di Quinta Generazione, e che possiede la peculiare capacità di comprendere i sentimenti dei Pokémon, il loro linguaggio e i loro pensieri. Il desiderio di N è quello di perseguire i suoi Ideali o la Verità (a seconda del gioco scelto) che si riflettono nella volontà di creare un mondo in cui Pokémon e umani vivano insieme in armonia, senza che i primi debbano essere rinchiusi nelle Pokéball e usati nei combattimenti. Per questo motivo N sembrerebbe essere al comando del Team Plasma, un’organizzazione attiva nella regione di Unima che dice di perseguire i suoi stessi obiettivi e cerca di convincere la gente a liberare i propri Pokémon dalla “prigionia” delle Pokéball.
Successivamente, durante la storia dei giochi, scopriamo che è Ghecis il vero boss del Team Plasma, che non è davvero il padre di N, e che quest’ultimo è cresciuto nei boschi in mezzo ai Pokémon ed è stato trovato e accudito dal primo quand’era un bambino.

Passiamo ora a Zoroark, il Pokémon Mutevolpe, di tipo Buio, introdotto nella Quinta generazione. La particolarità di questa Pokémon è sicuramente la sua capacità di trasformarsi a suo piacimento in Pokémon e persone, come visto nel film a lui dedicato, Il Re delle Illusioni – Zoroark, e spiegato nelle sue varie descrizioni Pokédex. Zoroark è uno dei Pokémon più rappresentativi della Quinta Generazione, in quanto primo Pokémon della sua generazione ad essere stato pubblicato (insieme a Zorua, la sua forma pre-evoluta), e Pokémon di spicco nella storia di Pokémon Bianco, Nero, Bianco 2 e Nero 2.

N e Pokémon

Un giovanissimo N insieme ai Pokémon che hanno badato a lui

Dopo aver fatto questa piccola digressione riguardante i soggetti in questione, cercherò di mettere a fuoco ed analizzare gli indizi che fanno supporre che N sia in realtà uno Zoroark trasformatosi in un essere umano:

1) N comunica, capisce, empatizza coi Pokémon;
N stesso ci comunica di questa sua peculiare abilità, che lo lega in maniera particolare ai Pokémon.

2) Zoroark possiede l’abilità (Illusione) di trasformarsi in essere umano e di parlarne il linguaggio;
Ciò viene dimostrato nel film, e in un avvenimento nel Bosco Smarrimento, nel quale una donna all’interno di una roulotte si rivela essere in realtà uno Zoroark trasformato.

3) N non ha una vera famiglia e dichiara di essere cresciuto nella natura in mezzo ai Pokémon;
L’affermazione di N che dice di essere cresciuto nel mondo animale (pokémonale?) potrebbe significare che è cresciuto nella natura con i Pokémon, in quanto Pokémon a sua volta! L’immagine qui sopra, mostra uno dei ricordi di N, riguardanti i Pokémon con cui è cresciuto (da notare la presenza di Zorua).

4) Nella traduzione inglese di Pokémon Bianco 2  e Nero 2 (purtroppo non riesco a procurarmi quella italiana) N usa due volta l’ambigua espressione “as a human” (come un umano).
Nel suo castello ci dice “this is the place where Anthea and Concordia took care of me as a human” (“questo è il posto in cui Anthea e Concordia si presero cura di me come un essere umano”), mentre durante la battaglia contro Ghecis dice “It’s the place that taught me how to live as a human” (” È il posto che mi ha insegnato a vivere come un umano”). Frasi che, ad una prima lettura, possono essere intese come sinonimi di “umanamente”, “dignitosamente”, ma una volta messa questa pulce nell’orecchio, ci fanno pensare ad altro…!

5) L’aspetto di N è simile a quello di Zoroark
I capelli arruffati e il codino di N ricordano la criniera di Zoroark. Anche gli occhi del ragazzo, completamente azzurri e privi (forse volutamente) di riflessi, ricordano quelli del Pokémon Mutevolpe.

6) La N utilizzata come nome proprio del personaggio, se ruotata di 90° verso sinistra, diventa una Z, l’iniziale di Zoroark.

7) Ideali e Verità, sono i temi portanti di Pokémon Bianco e Nero, e i due concetti si possono trovare in questa faccenda, in quanto l’Ideale che N sia un essere umano, si traduce nella Verità del suo essere invece un Pokémon.

8) In Pokémon Bianco 2 e Nero 2, una volta completata la storyline principale, ci verrà detto che uno Zoroark vagante è stato avvistato nella Via Vittoria. Andando ad investigare, Zoroark si farà inseguire, fino a condurci alle rovine del castello di N, per poi sparire giù per le scale. Scendendo quelle stesse scale però, anziché trovare Zoroark, troviamo nientedimeno che… N! Dopo quest’evento, non vedremo mai più Zoroark.

Detto ciò, quel che resta da capire è: se N è un Pokémon, perché si trova invischiato nei piani del Team Plasma? La risposta è presto detta: partendo dall’assunto che Ghecis conosca la vera identità di N, è presumibile che si sia preso gioco di lui e della sua buona fede di Pokémon, facendogli le stesse promesse ingannevoli che avrebbe fatto in futuro agli abitanti di Unima tramite il Team Plasma. Ghecis avrebbe promesso a Zoroark (N) un mondo in cui i Pokémon non avrebbero vissuto nelle Pokéball e non fossero stati costretti a combattere seguendo gli ordini degli esseri umani; avrebbe conquistato la sua fiducia accogliendolo nel suo palazzo e successivamente tramite l’incoronazione, avrebbe ottenuto l’aiuto del Pokémon e dei suoi puri sentimenti (Ideali/Verità) per poter risvegliare più facilmente gli antichi Zerkom e Reshiram e attuare il suo vero piano di conquista della regione di Unima.

Con questo, concludo il mio articolo! Che dire, io personalmente ci credo! La teoria, per quanto non confermata ufficialmente, è comunque molto accreditata, e le prove, soprattutto quelle dei punti 4 e 8, risultano davvero molto credibili! Voi che ne pensate? Fatemelo sapere, sempre se vi va, nei commenti.

A presto! 😉
GreatMik

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Una guerra nel Mondo Pokémon

Buongiorno a tutti miei cari lettori! L’argomento che voglio proporvi oggi, è una delle più particolari e delicate congetture inerenti il colorato, allegro e felice Mondo Pokémon, che tinge di nero la storia dei suoi abitanti: si parla della guerra (alla quale fa riferimento Lt. Surge prima di essere sfidato in Rosso, Blu, Verde, RossoFuoco e VerdeFoglia) che ci sarebbe stata nel Mondo Pokémon (probabilmente solo a Kanto) , poco prima degli avvenimenti della Prima Generazione.

Lt.Surge Pokémon

Lt. Surge ad alcuni dei suoi Pokémon elettrici

Questa peculiare teoria – che ricordo, non è altro che una mera congettura ipotizzata dal fandom – nasce dalla constatazione di una quasi totale assenza di uomini adulti nella Kanto della Prima Generazione. Se ricordiamo, infatti, la nostra primissima avventura in Rosso e Blu (oppure la nostra ri-avventura nei rispettivi remake), noteremo che nella regione di Kanto vi è un’alta concentrazione di donne, anziani e bambini (la mamma del giocatore, le infermiere, il vecchietto che ti insegna la cattura, il guardiano della Zona Safari, i vari Pigliamosche, Pupe e Bulli) e una grave mancanza di uomini adulti (i pochi presenti occupano posti istituzionali come Professori, Capipalestra o Super4).
La spiegazione sarebbe quindi quella che questi uomini adulti siano periti in una guerra, che potrebbe essere appunto quella di cui parla il Capopalestra Lt. Surge (non a caso si tratta di un tenente dell’esercito – Lt sta per lieutenant, tenente, appunto).
La celeberrima frase che pronuncia il tenente Surge (questa è presa da Rosso Fuoco e Verde Foglia) è la seguente:

“Ehi, tu! Cosa fai qui? Non ce la farai a vincere, puoi contarci! Devi sapere che i POKéMON elettrici mi hanno salvato in guerra! Hanno paralizzato i miei nemici! Proprio quello che succederà a te!”

Secret Mission

La carta Secret Mission nel set Gym Heroes

Una piccola chicca ci arriva dall’illustrazione della carta Secret Mission del set Gym Heroes (immagine qui sopra) in cui troviamo Lt.Surge e il suo Raichu appostati dietro alcuni massi, intenti a spiare con dei binocoli. Dietro di loro compare una mappa con dietro scritto “DEUT…N” che potrebbe ricordare la parola Deutschland (Germania in tedesco), e fare quindi riferimento alla Seconda Guerra Mondiale.

Dalla precedente frase enunciata dal Capopalestra di Aranciopoli, capiamo che la guerra che ha combattuto Lt. Surge comprendeva anche l’utilizzo dei Pokémon come alleati/armi da combattimento – e la cosa non è una novità nel Mondo Pokémon, visto che, come si vede nel film “Lucario e il mistero di Mew”, già in passato eserciti di Pokémon, con tanto di corazze, venivano utilizzati nella guerre.

Eserciti di Pokémon

Eserciti di Pokémon dal film “Lucario e il mistero di Mew”

Lotta tra Pokémon

Guerra tra Pokémon nel film “Lucario e il mistero di Mew”

Di guerre, nel Mondo Pokémon, sembrano essercene state parecchie quindi, e quella combattuta a Kanto sembrebbe essere l’ultima in ordine cronologico. La generazione di Rosso e Blu (e quindi Ash, Gary, e gli altri protagonisti dell’anime) sembrerebbe la prima a vivere in pace, e la storia di un conflitto bellico avvenuto poco prima il loro viaggio come allenatori spiegherebbe, tragicamente, anche l’assenza dei loro padri.

Vi ricordo, come sempre, che tutto ciò è solo una semplice congettura/ipotesi scaturita da un’attentissima (forse anche troppo) analisi sulla storia del Mondo Pokémon, e che quindi nulla di tutto ciò è neanche lontanamente confermato. 😉

Spero che l’articolo vi sia piciuto e attendo con ansia i vostri commenti a riguardo! A presto!

Mickey

Cubone era un piccolo di Kangaskhan?

Buongiorno a tutti carissimi lettori! Finalmente, dopo una lunga assenza durata più di mezzo anno (ca**o che vergogna), rieccomi qui a prendere le redini di questo Poké-blog! Gli impegni universitari sono finiti (sono il dottor GreatMickey ora!) e l’estate è cominciata, ergo avrò finalmente più tempo per propinarvi le mie bizzarre idee sul mondo dei Pokémon!

L’articolo del quale ho deciso di parlavi oggi cerca di svelare due dei più grandi misteri della Prima Generazione di Pokémon: cosa c’è sotto il teschio che Cubone indossa vita natural durante? E poi, che ne è del piccolo di Kangaskhan se la madre muore quando lui è ancora un cucciolo?
Le risposte, sotto quest’immagine.

Marowak, Cubone e Kangaskhan

Marowak, Cubone e Kangaskhan

La risposta, molto shock (o per niente), a questi particolari quesiti potrebbe essere la medesima: Cubone È – o più precisamente ERA – un cucciolo di Kangaskhan.

Tutti conosciamo la triste storia di Cubone e cioè che indossa il teschio della madre defunta e piange ogni notte per la sua assenza, ma ben poco sappiamo riguardo alle sue vere origini.

Secondo la particolare analisi che vi propongo in questo articolo, Cubone sarebbe stato in precedenza un cucciolo di Kangaskhan che perse sua madre prima ancora di crescere e diventare un possente Kangaskhan a sua volta e che, come vuole appunto la sua storia, riportata anche in diverse descrizioni Pokédex, decise di indossarne il teschio dopo la sua morte e usare una delle sue ossa come arma per difendersi.
Non potendo più crescere protetto e nutrito dalla madre, il piccolo Kangaskhan potrebbe essersi sviluppato in modo differente per affrontare da solo le difficoltà della vita ed essersi quindi “evoluto” in un Cubone. Mantenendo quello stile di vita e portando sempre sempre con sè i resti ossei della madre, Cubone non cresce più come Kangaskhan, bensì come Marowak che, come vedremo, ha molte somiglianze col Pokémon Genitore e potrebbe aver cambiato tipo da Normale a Terra, proprio per adattarsi al nuovo ambiente.

Analizziamo ora le somiglianze, molto palesi a mio avviso, tra Marowak e Kangaskhan, utilizzando alcuni vecchi artwork dell’anime inseriti nell’immagine qui sotto:

Probabile catena evolutiva di Kangaskhan

Probabile catena evolutiva di Kangaskhan

Nell’immagine sono state evidenziati e messi a confronti alcuni connotati fisici di Marowak e Kangaskhan che sono molto simili tra loro:

– Il pattern a righe orizzontali sulla pancia di Marowak ricompare in Kangaskhan con l’aggiunta di un marsupio. (Se si osserva, si nota che anche la pancia e l’intera silhouette di Cubone e del cucciolo di Kangaskhan sono molto simili);
– Gli occhi di Marowak e Kangaskhan sono quasi identici;
– Sulla coda (identica per entrambi), sia Marowak che Kangaskhan hanno lo stesso spuntone che punta verso l’alto;
– Sebbene siano assenti in Marowak, sia Cubone che Kangaskhan hanno degli spuntoni anche lungo la schiena.

Il perché la Game Freak possa aver deciso di “nascondere” questo legame tra questi tre Pokémon potrebbe essere, come sempre, il terribilmente basso target di acquirenti dei giochi Pokémon, non adatto ad una tale “macabra” rivelazione. La triste storia di Cubone è stata comunque resa nota in Verde, Blu, Rosso e Giallo (e successivi remake), mostrando però come spirito della madre defunta un Marowak, evoluzione naturale di Cubone, ed eliminando, quindi, ogni legame con Kangaskhan.

Un’altra particolare analisi, invece, vuole che il piccolo Cubone altro non fosse che un Charmander che perse la madre (un Charizard – notare le somiglianze tra il cranio che indossa Cubone e la testa di Charizard), al quale si spense la coda, che indossò il teschio della madre, che prese un osso… ecc, ecc, ecc. Ma questa, è un’altra storia.

Volendo tirare le somme di questo discorso, vi dirò che io, sinceramente, non sono molto convinto di questa storia. Sì, è vero, le somiglianze sono molte, ma ci sono anche cose forzate e che non combaciano alla perfezione, come ad esempio la forma del teschio che indossa Cubone che difficilmente si adatta ad un Kangaskhan o le differenze di Tipo.

Voi che ne pensate invece? Fatemelo sapere nei commenti che, vi ricordo, si possono tranquillamente inserire senza che vi registriate.

Spero che l’articolo vi sia piaciuto!
Alla prossima.

GreatMickey

Onomastica Pokémon – Ancora!

Buonasera (o dovrei dire già buonanotte?) miei cari lettori e lettrici! Dal momento che il mio poco tempo non mi permette di propinarvi articoli più elaborati ed interessanti, e siccome non voglio lasciarvi senza nulla per troppo tempo, ecco che vi ripropongo un “interessantissimo” articolo sulle curiosità dei nomi di alcuni Pokémon! [Pessima idea scrivere proprio dopo aver tagliato le unghie, fan troppo male i polpastrelli!]

In basso, sotto questa fighissima immagine, troverete i Pokémon di cui vi parlerò nell’articolo. 🙂

POKENAMES2

Elgyem, Jynx, Zweilous, Flygon e Mareep

Bene! Iniziamo con due tra i Pokémon più celebri: Psyduck e la sua evoluzione Golduck.
Sappiamo tutti che Psyduck se colpito ripetutamente in testa riesce a sprigionare un potente potere psichico scaturito dalla sua perenne emicrania, quindi il prefisso Psy- sarebbe più che giusto…ma perchè la sua evoluzione dovrebbe avere la parola Gold- (oro) nel nome?

E se invece il piccolo papero dorato fosse stato destinato a chiamarsi Golduck, per via del suo colore, e la sua evoluzione, con notevoli poteri psichici potenziati, Psyduck? A casa Nintendo America potrebbero aver confuso i nomi! 🙂
Mistero! (che poi mi sono sempre chiesto: “perchè diamine Psyduck e Golduck non sono Acqua/Psico? Mah…)

Volete un’altra prova sul fatto che la Nintendo possa aver mai invertito i nomi di qualche Pokémon? Bene, prendiamo Salamence e Flygon!

Sappiamo tutti la storia strappalacrime delle pre-evoluzioni di Salamence: Bagon, il suo stadio iniziale sogna di volare (to fly in inglese) e così, alla fine, passando per la fase intermedia di Shelgon, riesce a coronare il suo sogno diventando un bellissimo e volantissimo Flygon! Ehm…cioè, un Salamence!

Bagon – Shelgon – Flygon. E se in realtà la forma  finale di Bagon (parlo sempre del nostro dragone azzurro con le ali rosse eh, non sto dicendo che è sbagliata l’evoluzione, ma il nome) avesse dovuto in realtà chiamarsi Flygon?
Riflettiamoci. Tutti e tre i nomi finiscono in -gon (suffisso per la parola dragon – drago) Baby+Dragon, Shell+Dragon e Fly+Dragon. Caz*o, ci sta!

A Flygon (ora parlo dell’ufficiale, forma finale di Trapinch) sarebbe stato bene il nome Salamence, dal momento che viene da salamander (salamandra) e lui direi che ci somiglia proprio ad un delizioso rettile verde! 😉

Passiamo ora ad altri tipi di curiosità più spicciole.

Il nome di Mareep, oltre a far rima con sheep (pecora) è anche anagramma di Ampere, unità di misura dell’intensità della corrente elettrica.

I nomi Elgyem e Beheeyem, i due Pokémon alieni appartenenti alla regione di Unima, altro non sono che lo spelling di due famosi acronimi usati per riferirsi agli extraterrestri: LGM Little Green Man (piccolo uomo verde) e BEM Bug-eyed Monster (mostro con gli occhi da insetto).

Il nome di Jinx è dovuto alla parola inglese jynx, appunto. Un jynx è una persona perseguitata dalla malasorte che arreca danni anche a chi gli sta intorno. Un uccellaccio del malaugurio insomma!
Certo non si capisce il perchè di questa scelta, non mi pare che Jynx sia malevolo! Ma forse ci si voleva riferire al suo attacco Demonbacio, mah!

Dopo l’uno, dos, tres in spagnolo, ecco arrivare i numeri in tedesco! Con la quinta generazione infatti, arrivano Deino, Zweilous e Hydreigon, che contengono nei loro nomi le parole tedesche per uno, due e tre: –ein(s), Zwei– e –drei– rispettivamente! Questa scelta si riferisce al numero delle teste dei tre Pokémon: una per il piccolo Deino, due per Zweilous e ben tre per Hydreigon.

Il nome di Deoxys invece viene fuori dalla parola inglese deoxyribonucleic acid, in italiano acido desossiribonucleico, che altro non è che il DNA.

Il nome Ninetales gioca sulla somiglianza acustica delle parole inglesi tales (storie, racconti) e tails (code) precedute dalla parola Nine- (nove). Ninetales ha infatti nove code e ad ognuna di esse è collegata una leggenda.

Infine il nome Eevee. Possiamo affermare che si tratta della lettura delle prime due lettere della parola evolution (evoluzione): EV. Sappiano tutti infatti che Eevee è famoso per le sue diverse opportunità evolutive.
Il motivo per cui le sue evoluzioni terminino in -eon è duplice:

1) -eon suona coma la fine della parola evolution;

2) [e qui state attenti perchè è tosta] -eon potrebbe venire dalla parola “eone”. E qui cito Wikipedia: “Gli eoni, in molti sistemi gnostici, rappresentano le varie emanazioni del Dio primo, noto anche come l’Uno. Questo primo essere è anch’esso un eone e contiene in se un altro essere. L’essere perfetto, in seguito, concepisce il secondo ed il terzo eone.”
In pratica dal primo eone (Eevee) vengon fuori tre eoni (Vaporeon, Jolteon e Flareon)!

Fico no?

Bene, per stanotte è tutto, vi lascio e vado a letto! Fatemi sapere le vostre opinioni!
Un abbraccio

Greatmickey

Ditto: il primo tentativo della clonazione di Mew?

Salve a tutti miei cari lettori! Vi chiedo perdono, non sono molto attivo ultimamente, ma come vi avevo anticipato nel primo intervento del blog, non potrò esserlo di continuo per motivi universitari/familiari/sociali/ecc, ecc, ecc.

Detto questo, apriamo l’intervento di oggi con una domanda shock: e se Ditto fosse stato il primo tentativo di clonazione del piccolo Mew?
No, non sto scherzando, sul serio, pensateci un po’, non hanno proprio nulla in comune questi due Pokémon, entrambi rigorosamente appartenenti alla Prima storica Generazione? Vediamo un’immagine dei due a confronto e iniziamo a studiarne le caratteristiche.

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Mew e Ditto

Mew, il fantomatico Pokémon numero 151 e Ditto, il Pokémon Mutante condividono la caratteristica che più li rende speciali il fatto di poter trasformarsi in ogni singolo Pokémon.
Ma ci sono anche tante altre caratteristiche che li accomunano. Vediamole con ordine:

1) Come abbiamo detto, sono gli unici due Pokémon capaci di usare la mossa Trasformazione;
2) Condividono lo stesso colore sia nella forma normale che in quella Shiny (o Cromatica, per i fan della nuova traduzione tutta italiana);
3) Entrambi hanno lo stesso identico peso (4.0 kg);
4) Mew può imparare ogni singola mossa. Ma anche Ditto può farlo, anche se solo durante la sua trasformazione in un altro Pokémon. Questo limite potrebbe evidenziare il suo essere una versione “beta”, un fallimento.

Un’altra informazione interessante è che nei giochi di Prima e Seconda Generazione, ogni Pokémon catturato che conosceva la mossa Trasformazione, veniva considerato come un Ditto durante la trasformazione stessa. Quindi, se tramite l’hacking, qualcuno riusciva a catturare un Mew selvatico, se lo ritrovava successivamente come Ditto. (Spero di non aver capito male, non sono tanto ferrato nei glitch, ma così mi sembra di aver capito studiando il caso su Bulbapedia!)

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Ditto e Mew Shiny

Avendo analizzato i dati a nostra disposizione, passiamo ora a discutere della tesi principale dell’intervento: potrebbe Ditto essere un clone di Mew? Il primissimo tentativo, precedente al perfezionato Mewtwo?
Pensiamoci. Stando a quanto rivelato nei giochi di Prima Generazione, Mewtwo, il clone potenziato di Mew, è stato creato all’interno della Villa Pokémon, un edificio situato  su Isola Cannella. Quando visitiamo la villa, vediamo che è stata distrutta e abbandonata ed è diventata così la casa di molti Pokémon selvatici come Koffing, Grimer,Raticate e, dulcis in fundo, Ditto.
In Pokémon Giallo (la versione dei giochi più fedele all’anime/movie), la Villa Pokémon era uno dei due luoghi, insieme alla Grotta Celeste (guarda caso, luogo in cui si rifugia Mewtwo) in cui fosse possibile catturare il raro (sì, era abbastanza raro) Pokémon mutaforma, Ditto. La villa, disseminata di pezzi di diario che raccontano i vari esperimenti condotti  dal Dr. Fuji per clonare il leggendario Pokémon Novaspecie, Mew, e la successiva creazione e fuga del clone Mewtwo, potrebbe in effetti contenere anche i vari “tentativi viventi” fatti dagli scienziati, i Ditto, che una volta che Mewtwo ebbe distrutto l’intero edificio, si liberarono e fecero della villa stessa il loro habitat.

Piccola curiosità: nella Seconda Generazione (e quindi anche nel remake nella Quarta) la Villa Pokémon è stata completamente distrutta dall’eruzione del vulcano situato sull’isola. (Questo potrebbe spiegare l’esodo dei Ditto nella regione di Johto.)

Che dire, come al solito il discorso sembra molto coerente, ma ahimè privo al 100% di conferme ufficiali.
Io di mio, vi dirò, ci credo parecchio a questa teoria, sia perchè ci sono molti punti che quadrano alla perfezione, sia perchè sono dell’avviso che i Pokémon di Prima Generazione avessero parecchi di questi legami nascosti tra loro – legami che sono stati tolti, oscurati, dimenticati, con il crescere inesorabile del numero dei Pokémon esistenti.

Spero che l’articolo vi abbia stuzzicato anche solo un po’! Io lo trovo davvero molto interessante! 🙂 Fatemi sapere cosa ne pensate e qual è la vostra opinione al riguardo!

Ciao! GreatMickey.

Gengar è l’ombra di Clefable?

Buongiorno a tutti, miei avidi cercatori di curiosità! Come potete leggere dal titolo, apriamo l’argomento di oggi con una domanda che ci lascia un po’ perplessi: Gengar, il Pokémon spettro che compare fin nei primi secondi del video di apertura di Pokémon Verde e Rosso, e Clefable, il Pokémon fatato che da più di 15 anni oramai sembra essere approdato sul Mondo Pokémon dalla luna, dovevano essere concettualmente collegati all’epoca della Prima Generazione?
Proviamo a studiare l’immagine qui sotto:

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Clefable (primo piano) e Gengar (dietro)

Osservando i due artwork di Ken Sugimori (ma il giochino funziona anche con gli sprites dei giochi o con gli artwork dell’anime) notiamo che le sagome (e anche alcuni dettagli) di Clefable e Gengar sono molto simili:

– entrambi hanno un corpo ovale dal quale fuoriescono quattro zampe, un paio d’orecchi, un ciuffo, protuberanze sulla schiena e una coda;
– le zampe anteriori di Clefable e Gengar sono identiche;
– le zampe posteriori sono tozze in entrambi i Pokémon;
– le orecchie di entrambi sono lunghe e a punta;

Tuttavia, ci sono delle diversità tra i due: Clefable possiede una grande coda arricciolata (così come il suo ciuffo) ed un paio di protuberanze di un colore più scuro rispetto al suo colorito generale, che sembrerebbero essere delle ali. Gengar, al contrario, ha sia coda che ciuffo appuntiti, e sulla schieda ha una serie di spuntoni che fuoriescono dal suo corpo.

Torniamo ora alla nostra tesi: è possibile che ai tempi della Prima Generazione di Pokémon Gengar fosse inteso come l‘ombra dello stesso Clefable? In questo caso, le varie similitudini tra i due ci vengono in aiuto a sostegno della tesi, mentre le differenze non creano ostacoli: tante volte la nostra ombra distorce quelle che sono le forme reali, è plausibile quindi, che la coda, le ali e il ciuffo di Clefable si riflettano in modo impreciso nella sua ombra, facendoli sembrare degli spuntoni aguzzi.

Inoltre, se davvero Clefable e Gengar furono creati per essere delle controparti (Clefable rappresenta la luce, è ispirato ad un corpo celeste e si dice provenga dalla luna – Gengar rappresenta le tenebre, è uno spettro e vive nell’oscurità), non è difficile concepire la tecnica utilizzata per il loro art-concept:  luce > bontà > tratti morbidi, delicati e colori chiari – oscurità > malvagità > tratti spigolosi, aggressivi e colori scuri. Questo spiegherebbe il perchè delle differenze tra i due Pokémon.
Anche i tipi dei due mostri in questione, evidenziano il fatto che i due rappresentino degli opposti: essendo Clefable di tipo Normale e Gengar di tipo Spettro, gli attacchi dell’uno sono completamente inefficaci sull’altro e viceversa; questo forse, potrebbe riflettere il fatto che sia impossibile colpire la propria ombra, e dall’altro lato,che sia impossibile che la nostra ombra possa farci del male.
Un altro elemento, per finire, che li mette in relazione è il fatto che entrambi siano lo stadio finale di un sistema evolutivo formato da tre Pokémon – tuttavia c’è da precisare che fino all’avvento di Cleffa nella Seconda Generazione, Clefable apparteneva ad un sistema di soli due Pokémon.

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Gli sprites di D/P di Clefable e Gengar sovrapposti

A rafforzare l’idea che Gengar sia l’ombra di Clefable, oltre a tutti gli indizi che abbiamo raccolto finora, è la specie dello stesso Pokémon Spettro: Gengar è infatti riconosciuto dal Pokédex come il Pokémon Ombra, e molte delle sue abilità naturali, coinvolgono il mondo delle tenebre; Gengar, infatti, può nascondersi nell’ombra di ogni essere vivente per cibarsi poi del suo calore.

In ogni caso, ahimè, come per molte curiosità sul mondo Pokémon (specialmente queste concernenti la prima storica generazione), non avremo mai delle risposte certe – anzi, forse non avremo mai delle risposte del tutto. Questo articolo quindi non afferma nulla, ma semplicemente mette in luce uno tra gli argomenti più curiosi e controversi del magico mondo dei Pokémon! (Sembro il narratore dei film vero? :D)

[Aggiornamento del 28/12/11]

Il nome Gengar viene dal prestito tedesco Doppelgänger. E vedete un po’ cosa dice Wikipidia al riguardo:

<<Un doppelgänger è una copia spettrale o anche reale (sosia) di una persona vivente. Doppelgänger è composto da doppel, che significa “doppio”, e gänger, che letteralmente significa “che se ne va” (anche se in questo contesto, il significato è più vicino a “passante”). In italiano, la parola viene scritta in minuscolo e senza l’umlaut sulla lettera “a”, “doppelganger”, anche se la scrittura corretta senza umlaut è “doppelgaenger”.
Il termine, nella lingua nativa, si riferisce a un qualsiasi doppio o sosia di una persona, più comunemente in relazione al cosiddetto gemello maligno, o alla bilocazione. In alternativa, la parola viene usata per descrivere un fenomeno nel quale si vede la propria immagine con la coda dell’occhio. In alcune mitologie, vedere il proprio doppelgänger è un presagio di morte.>>

Spero che l’articolo sia stato di vostro gradimento! Quando lessi per la prima volta di questa teoria io rimasi a bocca aperta! Se vi va di commentare, vi ricordo che potete farlo tranquillamente senza registrarvi. Alla prossima!

Greatmickey

Onomastica Pokémon

Salve a tutti! Era da un po’ che non mi facevo sentire eh? Purtroppo c’è la mia vita da studente universitario che chiama, e quando lo fa, non posso sottrarmi! 😛
Oggi vi porto un articolo di curiosità per quanto riguarda i nomi di alcuni Pokémon.
Molte cose vi saranno già note, ma sicuramente ce ne saranno altre che disconoscevate e che troverete quindi interessanti (o almeno spero)!

Nomi

Moltres, Zapdos, Articuno, Kadabra, Ekans e Hitmonchan

La maggior parte Pokémon prende il nome da quelle che sono le caratteristiche fisiche, comportamentali e elementali di ognuno di essi. Tuttavia, ci sono alcuni Pokémon con dei nomi particolari che prendono spunto da fattori differenti come giochi di parole o addirittura persone del nostro mondo reale. E’ proprio di quei nomi che vi parlerò in quest’articolo.

Iniziamo subito da quelli sicuramente più noti: Ekans e Arbok.
Se leggiamo al contrario i due nomi, otteniamo questi risultati:

Ekans = snakE (serpente in inglese)
Arbok = kobrA (cobra, semplicemente)

Stupefacente eh? No? Ok, me l’aspettavo! 😀

Ma passiamo ora all’origine dei nomi degli storici Pokémon di Lotta Hitmonlee e Hitmonchan. Il primo abile con i calci, il secondo, molto più bravo coi pugni.
Analizzando le desinenze dei loro nomi, scopriamo a CHI li devono:

-lee = viene da Bruce Lee, perchè, nel suo stile di combattimento, utilizzava prevalentemente calci;
-chan = viene da Jackie Chan, in quanto quest’ultimo era molto abile nell’utilizzo dei pugni.

Anche questo lo sapevate eh? 😀

Analizziamo ora i nomi dei tre uccelli leggendari Articuno, Zapdos e Moltres.
La cosa che subito ci salta all’occhio (e all’orecchio) è il fatto che i loro nomi contengano le parole -uno, -dos e -tres, parole spagnole per i numeri uno, due e tre.

Ma proviamo ad isolare la parte iniziale dei tre nomi Art-, Za- e Mo-. Anagrammandole otterremo: Mozart!

Cosa c’entra? Non lo so. E’ un caso? Quasi sicuramente. Comunque lo trovavo degno di nota! 😛

Passiamo ora ad un altro Pokémon: Kadabra.
Di Kadabra però, analizzeremo il nome giapponese, ovvero ユンゲラー (Yungerā).

Questo nome POTREBBE derivare dal nome di Uri Geller, un famoso personaggio televisivo israeliano che sostiene di avere potere psichici, tra i quali quello di piegare i cucchiai con la forza del pensiero.
Nel 2000 Geller denunciò la Nintendo per diffamazione, dicendo che Kadabra infangasse la sua reputazione in quanto Pokémon “malvagio e occulto” e che gli avesse rubato nome e identità. Sosteneva inoltre che lo forme di “S” sull’addome di Kadabra fossero un richiamo alle SS Naziste. In ogni caso, perse la causa.

Questa era già più interessante vero? 😀

E ora, per concludere, eccovi una serie di nomi “prototipo” per alcuni Pokémon della Prima Generazione. Questi nomi furono approvati dalla Nintendo, ma cambiati, poi, poco prima dell’uscita dei giochi Rosso e Blu nel continente americano.

Kakuna = Kokoon, Rattata = Rattatak, Ekans = Arbo, Sandslash = Sandstorm, Clefairy = Aria, Clefable = Ariala (nella prima messa in onda dell’anime in Italia, infatti, Clefable viene chiamato “Clefarial”, a prova del fatto che i nomi erano stati in precedenza ufficializzati).

Vulpix = Foxfire, Paras = Parasyte (anche lui viene chiamato così nella prima messa in onda dell’anime in Italia), Diglett = Digda, Growlithe = Flamey, Arcanine = Blaze.

Abra = Hocus, Kadabra = Pocus, Machop = Kara-Tee, Machoke = Kung-Foo, Machamp = Ju-Doh, Tentacool = Jilly, Tentacruel = Man’O’War, Rapidash = Gallop, Slowbro = Slowmo, Magnemite = Coil, Magneton = Recoil, Dewgong = Manaty.

Gastly = Spirit, Haunter = Spectre, Gengar = Phantom, Cubone = Orphon, Marowak = Guardia, Lickitung = Tounguety’d.

Koffing = Ny (da New York),  Weezing = La (da Los Angeles), due delle città americane con il più alto tasso di smog nell’aria! Chansey = Lucky, Tangela = Medusa.

Seaking = Neptune, Scyther = Stryke, Gyarados = Skullkraken, Lapras = Ness, Eevee = Eon.

Aerodactyl = Ptera, Omanyte = Ess, Omastar = Kargo, Kabuto = Att, Kabutops = Lantis, Dratini = Dragoon, Dragonair = Dragyn.

Spero che l’articolo vi sia piaciuto! Fatemelo sapere con i vostri, per me importantissimi, commenti!
Ciao!

GreatMickey

Butterfree e Venomoth: Evoluzioni invertite?

Buon pomeriggio miei cari lettori! Nel precedente articolo vi avevo promesso che avrei scritto sulle particolarità del tipo Spettro, ma siccome non è facile come argomento, e siccome il tempo a disposizione per il blog, per il momento, è veramente poco, vi scrivo qualcosa di più breve, ma non per questo meno interessante, che dà vita alla categoria “Curiosità“.

Nell’immagine qui sotto, ci sono due catene evolutive di Pokémon appartenenti alla Prima Generazione, così come siamo stati abituati a vederli da sempre: Caterpie, Metapod e Butterfree, in alto, e in basso Venonat e Venomoth.

normal evos

Le evoluzioni così come le conosciamo

Tutti e cinque sono Pokémon appartenenti al tipo Coleottero, ed entrambi gli ultimi stadi sono capaci di volare, essendo uno una farfalla e l’altro una falena.
Ma c’è qualcosa che non quadra. Dieci anni fa, quando vidi per la prima volta Venonat, nell’episodio dell’anime in cui Ash sfida il Capopalestra Koga, notai la forte somiglianza del batuffolo viola con il Pokémon Farfalla, Butterfree. Gli elementi in comune erano così palesi, che all’epoca, non sapendo ancora che le evoluzioni si fermassero a tre stadi, credetti Venonat l’evoluzione di Butterfree stesso. Successivamente, completando l’album di figurine (lo stesso che spacciava Hitmonchan come l’evoluzione di Hitmonlee) mi dovetti rendere conto che mi ero sbagliato.

Ma siamo sicuri che il piccolo Mickey si fosse sbagliato? E se magari fu la Game Freak (o chi per lei) a sbagliarsi, 15 anni fa, quando uscirono Pokémon Rosso e Pokémon Verde, invertendo, per errore o per capriccio, i due sprites di Butterfree e Venomoth?
Vediamo e commentiamo insieme l’immagine qui sotto.

supposed evos copia

E se invece fosse questa la verità?

In questa seconda immagine ho invertito di posto gli artwork di Butterfree e Venomoth evidenziando le somiglianze che il primo ha con Venonat e il secondo con Caterpie e Metapod.
Come possiamo vedere, le somiglianze sono davvero impressionanti! I riquadri in celeste, ci mostrano che le antenne rigide di Caterpie si sono mantenute in Venomoth, così come il pattern a righe in basso, che da parte finale del corpo del Pokémon Bruco diventa l’addome della falena velenosa. Ma anche gli occhi sono molto più simili ora, rotondi con pupilla nera. Inoltre c’è da aggiungere che i cerchietti gialli sulla schiena di Caterpie, erano presenti (colorati di giallo anche all’interno) sul dorso delle ali di Venomoth nel suo primo artwork originale.
Le somiglianze tra Venonat e Butterfree, invece, sono ancor più evidenti: il colore del corpo è praticamente lo stesso. Gli occhi hanno la stessa forma e lo stesso colore. Stessa forma anche le zampette anteriori e le antenne, e molto simili anche le zampe posteriori (delle quali è completamente privo Venomoth) e il muso.

Sconvolgente eh? Purtroppo, però, non potremo mai sapere la verità! E dal momento che le catene evolutive Caterpie-Metapod-Butterfree e Venonat-Venomoth sono state ufficializzate e accettate dal fandom da oltre 15 anni, l’ardua sentenza spetta solo a noi! Chissà, magari,  se ci crediamo, un giorno il nostro Metapod catturato nel Bosco Smeraldo si evolverà, e a schiudere le ali sarà uno splendido (poeticamente parlando) Venomoth! 🙂

E con questo vi saluto! Ci sentiamo presto, con, spero, l’articolo che vi avevo promesso sul tipo Spettro, non mancate!

GreatMik