Focus on: Glaceon

Salve a tutti! Era da un po’ che non ci sentivamo eh? “Purtroppo” ho avuto una serie di impegni che mi ha tenuto (e continua a tenermi) lontano da questo genere di impegni cibernetici, ma ora che ho trovato un buco di tempo, ne approfitto per propinarvi un nuovo Focus on!

Mi chiedevate di parlare di una delle Eevoluzioni? Vi accontento subito proponendovi un (spero) interessante articolo su Glaceon!

glaceon

Glaceon

Proprio quando i fan non se lo aspettavano più, ad una generazione di distanza da Umbreon ed Espeon, ecco approdare con la Quarta Generazione (quella più succosamente piena di evoluzioni e pre-evoluzioni di Pokémon di generazioni precedenti) due nuove evoluzioni di Eevee (conosciute dai fan come “Eevoluzioni – Eeveeluzioni): Leafeon e Glaceon!
Mentre Leafeon era la tanto attesa e speculata evoluzione d’Erba di Eevee, Glaceon, di tipo Ghiaccio, rappresentò all’epoca una vera e propria novità.
A differenza dei precedenti metodi evolutivi, per far evolvere un Eevee in Glaceon o in Leafeon, bisogna farlo salire di livello nei pressi di Roccia Ghiaccio o Roccia Muschio rispettivamente.
Dal momento che, prima dell’avvento di Nero e Bianco, le due rocce di cui sopra si trovavano solamente nella regione di Sinnoh, è impossibile far evolvere Eevee in Glaceon/Leafeon nei remake di Oro e Argento.

Glaceon è classificato nel Pokédex come il Pokémon Nevefresca per via del fatto che grazie alla sua abilità di ridurre vertiginosamente la sua temperatura corporea, è capace di congelare l’atmosfera circostante, trasformandola in piccoli cristalli di neve. Congelando la sua pelliccia inoltre, analogamente ad un’altra Eevoluzione, Jolteon, può rizzare i singoli peli trasformandoli in veri e propri aghi affilati.

Osservando l’aspetto di questo Pokémon, notiamo che, oltre che per il singolare “copricapo” (simile ad un copricapo da sherpa) che porta sulla fronte, è caratterizzato da forme romboidali.
La tesi più probabile che giustifica questa scelta “geometrica” è probabilmente il richiamo alle forme dei cristalli di ghiaccio, solitamente appuntiti e regolari; con molta fantasia infatti, ponendo il viso di Glaceon come centro, i pendagli blu e le sue lunghe orecchie a punta, potrebbero ricordare appunto la forma classica a fiore di un cristallo di ghiaccio.
I colori che caratterizzano Glaceon sono tutti appartenenti alla scala dei blu, colori freddi quindi, per indicare la sua natura glaciale.

In battaglia Glaceon è anche un buon alleato: con un moveset molto interessante (impara semplicemente salendo di livello mosse come Gelodenti e Bora, e tramite l’uso di MT, Iper-Raggio, Palla Ombra e Gigaimpatto) e l’Attacco Speciale più alto tra tutti i Pokémon di Ghiaccio (sì, più altro di Articuno! Ma uguale a quello di Kyurem) possiamo definire Glaceon davvero un Pokémon d’attacco (al contrario di Leafeon, che ho allenato personalmente e che si è rivelato essere un pollo.)

Il nome di Glaceon viene fuori dall’unione della parola inglese “glacier” (ghiacciaio) più il suffisso -eon, comune a tutte le Eevoluzioni, che altro non è che il nome-prototipo di Eevee.

Nell’anime Glaceon compare veramente poco: a parte qualche cameo nei vari film di Diamante & Perla, fa il suo debutto nella squadra di Vera per qualche episodio. Sappiamo quindi che si tratta dell’Eevee che Vera aveva con se nel viaggio a Kanto.

Prima di concludere, vorrei farvi una domanda: ma come diamine lo pronunciate voi il nome di Glaceon? Per pronunciarlo in maniera corretta bisognerebbe chiamarlo [gleision], ma sarebbe accettabile anche un [glesion] o al limite un italianizzato [glasion]. Ma ahimè, nonostante il mio “essere” linguista, ammetto non senza vergogna che molto spesso mi scappa un tremendo [glaceon]. Ahahaha!

A presto, spero!
GreatMickey

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Ditto: il primo tentativo della clonazione di Mew?

Salve a tutti miei cari lettori! Vi chiedo perdono, non sono molto attivo ultimamente, ma come vi avevo anticipato nel primo intervento del blog, non potrò esserlo di continuo per motivi universitari/familiari/sociali/ecc, ecc, ecc.

Detto questo, apriamo l’intervento di oggi con una domanda shock: e se Ditto fosse stato il primo tentativo di clonazione del piccolo Mew?
No, non sto scherzando, sul serio, pensateci un po’, non hanno proprio nulla in comune questi due Pokémon, entrambi rigorosamente appartenenti alla Prima storica Generazione? Vediamo un’immagine dei due a confronto e iniziamo a studiarne le caratteristiche.

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Mew e Ditto

Mew, il fantomatico Pokémon numero 151 e Ditto, il Pokémon Mutante condividono la caratteristica che più li rende speciali il fatto di poter trasformarsi in ogni singolo Pokémon.
Ma ci sono anche tante altre caratteristiche che li accomunano. Vediamole con ordine:

1) Come abbiamo detto, sono gli unici due Pokémon capaci di usare la mossa Trasformazione;
2) Condividono lo stesso colore sia nella forma normale che in quella Shiny (o Cromatica, per i fan della nuova traduzione tutta italiana);
3) Entrambi hanno lo stesso identico peso (4.0 kg);
4) Mew può imparare ogni singola mossa. Ma anche Ditto può farlo, anche se solo durante la sua trasformazione in un altro Pokémon. Questo limite potrebbe evidenziare il suo essere una versione “beta”, un fallimento.

Un’altra informazione interessante è che nei giochi di Prima e Seconda Generazione, ogni Pokémon catturato che conosceva la mossa Trasformazione, veniva considerato come un Ditto durante la trasformazione stessa. Quindi, se tramite l’hacking, qualcuno riusciva a catturare un Mew selvatico, se lo ritrovava successivamente come Ditto. (Spero di non aver capito male, non sono tanto ferrato nei glitch, ma così mi sembra di aver capito studiando il caso su Bulbapedia!)

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Ditto e Mew Shiny

Avendo analizzato i dati a nostra disposizione, passiamo ora a discutere della tesi principale dell’intervento: potrebbe Ditto essere un clone di Mew? Il primissimo tentativo, precedente al perfezionato Mewtwo?
Pensiamoci. Stando a quanto rivelato nei giochi di Prima Generazione, Mewtwo, il clone potenziato di Mew, è stato creato all’interno della Villa Pokémon, un edificio situato  su Isola Cannella. Quando visitiamo la villa, vediamo che è stata distrutta e abbandonata ed è diventata così la casa di molti Pokémon selvatici come Koffing, Grimer,Raticate e, dulcis in fundo, Ditto.
In Pokémon Giallo (la versione dei giochi più fedele all’anime/movie), la Villa Pokémon era uno dei due luoghi, insieme alla Grotta Celeste (guarda caso, luogo in cui si rifugia Mewtwo) in cui fosse possibile catturare il raro (sì, era abbastanza raro) Pokémon mutaforma, Ditto. La villa, disseminata di pezzi di diario che raccontano i vari esperimenti condotti  dal Dr. Fuji per clonare il leggendario Pokémon Novaspecie, Mew, e la successiva creazione e fuga del clone Mewtwo, potrebbe in effetti contenere anche i vari “tentativi viventi” fatti dagli scienziati, i Ditto, che una volta che Mewtwo ebbe distrutto l’intero edificio, si liberarono e fecero della villa stessa il loro habitat.

Piccola curiosità: nella Seconda Generazione (e quindi anche nel remake nella Quarta) la Villa Pokémon è stata completamente distrutta dall’eruzione del vulcano situato sull’isola. (Questo potrebbe spiegare l’esodo dei Ditto nella regione di Johto.)

Che dire, come al solito il discorso sembra molto coerente, ma ahimè privo al 100% di conferme ufficiali.
Io di mio, vi dirò, ci credo parecchio a questa teoria, sia perchè ci sono molti punti che quadrano alla perfezione, sia perchè sono dell’avviso che i Pokémon di Prima Generazione avessero parecchi di questi legami nascosti tra loro – legami che sono stati tolti, oscurati, dimenticati, con il crescere inesorabile del numero dei Pokémon esistenti.

Spero che l’articolo vi abbia stuzzicato anche solo un po’! Io lo trovo davvero molto interessante! 🙂 Fatemi sapere cosa ne pensate e qual è la vostra opinione al riguardo!

Ciao! GreatMickey.

Focus on: Shiftry

Buon pomeriggio a tutti! Prima di introdurre l’argomento di oggi, vorrei segnalarvi l’avvenuta affiliazione di Pokédexpress con tre noti siti del Poké-web italiano: Pokémon Brothers, Vera’s Tales Site e Pokémonplace, e con il forum, del quale faccio anche parte, Ilex Forest (che vi invito a visitare!). Potete raggiungere i tre siti, così come il forum, cliccando sui rispettivi link nella sidebar a destra.

Ma ora cominciamo con l’articolo! Come potete leggere dal titolo, si tratta di un Focus on dedicato ad uno dei miei Pokémon preferiti in assoluto, il misterioso e subdolo Shiftry!

Shiftry

#275 - Shiftry

Shiftry, noto come il Pokémon Burbero, per via del suo carattere non proprio socievole, è uno dei tre Pokémon – insieme a Nuzleaf, il suo stato evolutivo precedente e Cacturne (tutti e tre introdotti nella Terza Generazione) – a possedere un doppio tipo molto particolare: Erba/Buio.
Shiftry si porta dietro una marea di leggende e credenze negative sul suo conto: molte persone del Mondo Pokémon, infatti, sostengono che questo Pokémon goda nel far del male agli essere umani che si avventurano nel cuore della foresta – luogo in cui risiedono solitamente gli Shiftry. Questa sua indole malevola, spiegherebbe la sua classificazione Pokédex in lingua inglese, che lo conosce come il “Wicked Pokémon“: Pokémon malvagio. Tuttavia, dal momento che si sostiene che nessun Pokémon sia cattivo per natura, si pensa che gli Shiftry reagiscano in questo modo solo perchè sentono minacciato il loro territorio. Questi Pokémon infatti, sono molto territoriali e amano tenere sotto controllo la loro zona posizionandosi tra le cime degli alberi più alti, preferibilmente plurisecolari, dando ordini, ma allo stesso tempo tutelandoli, a grandi gruppi di Seedot e Nuzleaf (le sue pre-evoluzioni.) Proprio per questo motivo si narra che Shiftry fosse un tempo un temuto guardiano delle foreste.
Una delle abilità più famose di questo Pokémon è senza dubbio la sua capacità di creare delle impressionanti raffiche di vento tramite l’utilizzo delle sue mani a forma di foglie. Queste potentissime raffiche, possono arrivare a sfiorare i 30 m/s, spazzando via ogni cosa, persino interi edifici. Dal momento che Shiftry è capace di creare anche della raffiche di vento gelido (nei giochi infatti è l’unico Pokémon a non essere neanche parzialmente di tipo Ghiaccio o Acqua, capace di apprendere Ventogelato), si creda che arrivi nei boschi trasportato dai freddi venti invernali.
Un’altra importante abilità di questo pokémon è quella di poter leggere nella mente del suo avversario, riuscendo così ad anticiparlo.

Ciò che rende questo Pokémon incredibilmente affascinante, oltre all’alone di mistero che si porta dietro, è il fatto che sia ispirato ad una delle creature mitologiche giapponesi più subdole e malefiche: il tengu.
I tengu infatti, sono delle creature che condividono molti aspetti, sia fisici che comportamentali, con Shiftry: vengono dipinti come degli uomini-uccello, con un naso prominente ed una folta chioma di capelli. Una particolare specie di tengu, i daitengu (notare il nome originale giapponese di Shiftry: Daatengu) hanno l’aspetto più umano, la pelle rossiccia, e sono spesso ricoperti di piume. Secondo alcune leggende, i daitengu possiedono dei ventagli (hauchiwa) fatti di piume o di foglie, con i quali provocano fortissime raffiche di vento, e delle calzature di legno chiamate “tengu-geta“, che ricordano palesemente la forma dei piedi di Shiftry.
Ancora scettici sul fatto che Shiftry sia ispirato ad un tengu? 😀
Bene, allora sappiate che anche i tengu, proprio come il nostro Shiftry, vivono nel cuore delle foreste, si divertono a fare orrendi scherzi (anche mortali!) ai passanti ed hanno l’abilità di leggere il pensiero!
Be’, direi che ora non dovrebbero esserci più nessuna perplessità! 😀

I grotteschi e sempre in vista denti digrignati di Shiftry, oltre a rappresentare fedelmente la sua personalità, son dovuti al fatto che lo stesso Pokémon sia ispirato in parte anche ad uno schiaccianoci. La sua forma base infatti, Seedot, è palesemente ispirata ad una ghianda.

Per quanto riguarda il significato del suo nome, possiamo supporre che Shiftry venga fuori dall’unione e corruzione delle parole “shifty” (losco, schivo) e tree (albero).

Nei giochi Shiftry può imparare una serie di attacchi potentissimi, tra cui Vorticerba e Verdebufera, semplicemente salendo di livello – che sono anche gli unici dua attacchi che impara in questo modo, dal momento che si evolve con l’aiuto di Pietrafoglia – e molti altri che impara tramite MT, come i devastanti Esplosione, Gigaimpatto e Solarraggio.

Nell’anime, anche se per corti lassi di tempo, Shiftry ha avuto dei ruoli centrali all’interno della squadra di Tyson (uno degli avversari di Ash nella Lega di Hoenn) e in quella del Sire Palazzo Spartaco (uno dei Frontier Brain della regione di Kanto).
In un episodio della serie Advanced, uno Shiftry selvatico rapisce l’Infermiera Joy, causando il panico tra la gente del luogo. Tuttavia, andando avanti con l’episodio, si scopre che il suo scopo era quello di farle curare un Nuzleaf ferito.

Chiudo qui l’articolo su quella “belva sovrumana” (tanto per citare un epiteto dato ad un presunto tengu in Conan) di Shiftry! Spero che l’articolo sia stato di vostro gradimento! Fatemi sapere cosa ne pensate utilizzando lo spazio apposito, qui in basso, per i commenti! 😉

Alla prossima!

Greatmickey

Gengar è l’ombra di Clefable?

Buongiorno a tutti, miei avidi cercatori di curiosità! Come potete leggere dal titolo, apriamo l’argomento di oggi con una domanda che ci lascia un po’ perplessi: Gengar, il Pokémon spettro che compare fin nei primi secondi del video di apertura di Pokémon Verde e Rosso, e Clefable, il Pokémon fatato che da più di 15 anni oramai sembra essere approdato sul Mondo Pokémon dalla luna, dovevano essere concettualmente collegati all’epoca della Prima Generazione?
Proviamo a studiare l’immagine qui sotto:

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Clefable (primo piano) e Gengar (dietro)

Osservando i due artwork di Ken Sugimori (ma il giochino funziona anche con gli sprites dei giochi o con gli artwork dell’anime) notiamo che le sagome (e anche alcuni dettagli) di Clefable e Gengar sono molto simili:

– entrambi hanno un corpo ovale dal quale fuoriescono quattro zampe, un paio d’orecchi, un ciuffo, protuberanze sulla schiena e una coda;
– le zampe anteriori di Clefable e Gengar sono identiche;
– le zampe posteriori sono tozze in entrambi i Pokémon;
– le orecchie di entrambi sono lunghe e a punta;

Tuttavia, ci sono delle diversità tra i due: Clefable possiede una grande coda arricciolata (così come il suo ciuffo) ed un paio di protuberanze di un colore più scuro rispetto al suo colorito generale, che sembrerebbero essere delle ali. Gengar, al contrario, ha sia coda che ciuffo appuntiti, e sulla schieda ha una serie di spuntoni che fuoriescono dal suo corpo.

Torniamo ora alla nostra tesi: è possibile che ai tempi della Prima Generazione di Pokémon Gengar fosse inteso come l‘ombra dello stesso Clefable? In questo caso, le varie similitudini tra i due ci vengono in aiuto a sostegno della tesi, mentre le differenze non creano ostacoli: tante volte la nostra ombra distorce quelle che sono le forme reali, è plausibile quindi, che la coda, le ali e il ciuffo di Clefable si riflettano in modo impreciso nella sua ombra, facendoli sembrare degli spuntoni aguzzi.

Inoltre, se davvero Clefable e Gengar furono creati per essere delle controparti (Clefable rappresenta la luce, è ispirato ad un corpo celeste e si dice provenga dalla luna – Gengar rappresenta le tenebre, è uno spettro e vive nell’oscurità), non è difficile concepire la tecnica utilizzata per il loro art-concept:  luce > bontà > tratti morbidi, delicati e colori chiari – oscurità > malvagità > tratti spigolosi, aggressivi e colori scuri. Questo spiegherebbe il perchè delle differenze tra i due Pokémon.
Anche i tipi dei due mostri in questione, evidenziano il fatto che i due rappresentino degli opposti: essendo Clefable di tipo Normale e Gengar di tipo Spettro, gli attacchi dell’uno sono completamente inefficaci sull’altro e viceversa; questo forse, potrebbe riflettere il fatto che sia impossibile colpire la propria ombra, e dall’altro lato,che sia impossibile che la nostra ombra possa farci del male.
Un altro elemento, per finire, che li mette in relazione è il fatto che entrambi siano lo stadio finale di un sistema evolutivo formato da tre Pokémon – tuttavia c’è da precisare che fino all’avvento di Cleffa nella Seconda Generazione, Clefable apparteneva ad un sistema di soli due Pokémon.

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Gli sprites di D/P di Clefable e Gengar sovrapposti

A rafforzare l’idea che Gengar sia l’ombra di Clefable, oltre a tutti gli indizi che abbiamo raccolto finora, è la specie dello stesso Pokémon Spettro: Gengar è infatti riconosciuto dal Pokédex come il Pokémon Ombra, e molte delle sue abilità naturali, coinvolgono il mondo delle tenebre; Gengar, infatti, può nascondersi nell’ombra di ogni essere vivente per cibarsi poi del suo calore.

In ogni caso, ahimè, come per molte curiosità sul mondo Pokémon (specialmente queste concernenti la prima storica generazione), non avremo mai delle risposte certe – anzi, forse non avremo mai delle risposte del tutto. Questo articolo quindi non afferma nulla, ma semplicemente mette in luce uno tra gli argomenti più curiosi e controversi del magico mondo dei Pokémon! (Sembro il narratore dei film vero? :D)

[Aggiornamento del 28/12/11]

Il nome Gengar viene dal prestito tedesco Doppelgänger. E vedete un po’ cosa dice Wikipidia al riguardo:

<<Un doppelgänger è una copia spettrale o anche reale (sosia) di una persona vivente. Doppelgänger è composto da doppel, che significa “doppio”, e gänger, che letteralmente significa “che se ne va” (anche se in questo contesto, il significato è più vicino a “passante”). In italiano, la parola viene scritta in minuscolo e senza l’umlaut sulla lettera “a”, “doppelganger”, anche se la scrittura corretta senza umlaut è “doppelgaenger”.
Il termine, nella lingua nativa, si riferisce a un qualsiasi doppio o sosia di una persona, più comunemente in relazione al cosiddetto gemello maligno, o alla bilocazione. In alternativa, la parola viene usata per descrivere un fenomeno nel quale si vede la propria immagine con la coda dell’occhio. In alcune mitologie, vedere il proprio doppelgänger è un presagio di morte.>>

Spero che l’articolo sia stato di vostro gradimento! Quando lessi per la prima volta di questa teoria io rimasi a bocca aperta! Se vi va di commentare, vi ricordo che potete farlo tranquillamente senza registrarvi. Alla prossima!

Greatmickey

Focus on: Gardevoir

Buongiorno miei cari, numericamente pochi ma qualitativamente ottimi, lettori! 😀
Oramai l’autunno è alle porte! Vi scrivo infatti con il vento che soffia fuori dalla mia finestra e i tuoni che rimbombano nel cielo grigio di Plumbeopol… emh, cioè, del mio paese!
Come avevo promesso ad uno di voi, il Focus di oggi sarà incentrato su uno dei Pokémon, a mio avviso, più misteriosi: Gardevoir!

Gardevoir

#282 - Gardevoir

Gardevoir è un Pokémon di tipo Psico introdotto nella Terza Generazione di Pokémon. E’ lo stadio finale della catena evolutiva di Ralts. Gardevoir, infatti, evolve da Kirlia al livello 30.
Anche se ne sembra sprovvisto, dal momento che per spostarsi fluttua grazie ai suoi poteri telecinetici, Gardevoir possiede un paio di gambe bianche sotto quella che sembra essere la gonna di un abito da sera. Quello che ci salta subito all’occhio guardando questo Pokémon è senza dubbio il fatto che somigli ad una donna abbigliata per un ballo in maschera settecentesco: lunga gonna a sbuffo, braccia simili a delle maniche, testa dalla forma di un taglio di capelli femminile e viso che ricorda la forma di una maschera. E forse è proprio per via di questa caratteristica fisica che Gardevoir si ritrova un nome di radice francese! (Questo tipo di balli erano molto in voga ai tempi di Maria Antonietta – almeno così pare in Lady Oscar!) Tuttavia, è importante precisare che i Gardevoir, nonostante il loro aspetto palesemente femmineo, possono essere sia maschi che femmine – a differenza di Gallade, evoluzione alternativa di Kirlia, aggiunta della Quarta Generazione, che può essere solo maschio.
Tornando al nome di Gardevoir, ma focalizzando stavolta la nostra attenzione sul significato, notiamo che esso ci avvisa di una delle caratteristiche comportamentali e psicologiche più importanti di questo meraviglioso Pokémon. Garde (francese per “guardiano”) e devoir (francese per “dovere”) oppure garder (“osservare”) e voir (“vedere”) ci danno l’idea di quello che è Gardevoir per il suo allenatore: una sorta di angelo custode.
Gardevoir, infatti, è conosciuto come il Pokémon Abbraccio, e le varie descrizioni Pokédex parlano di quanto sia fedele al suo dovere nonchè al suo allenatore, per il quale darebbe via la sua stessa vita.
Questo Pokémon possiede tante abilità scaturite dal suo essere un Pokémon di tipo Psico: è capace di fluttuare, come abbiamo detto in precedenza, può vedere il futuro, sentire ciò che provano umani e Pokémon e comunicare con loro telepaticamente, distorcere le dimensioni spazio-temporali e creare piccoli buchi neri.
Per quanto riguarda il lato dei combattimenti, Gardevoir è veramente un ottimo compagno di battaglie! E’ capace infatti di usare delle mosse molto potenti come ad esempio Psichico, Divinazione e Mangiasogni, imparandole salendo semplicemente di livello! Inoltre è capace di imparare moltissime mosse MT come Iper Raggio, Fulmine, Palla Ombra, Gigaimpatto ed Energipalla, che lo rendono davvero un temibile avversario!
Gardevoir è sicuramente il Pokémon che più rappresenta il rivale di Rubino e Zaffiro: Lino. Quest’ultimo infatti, catturerà un Ralts come primo Pokémon all’inizio del gioco, che diventerà un Gardevoir nell’ultimo incontro con lui nella Via Vittoria.
Gardevoir è un Pokémon che ancora mi crea un po’ di confusione in quanto, quando lo vidi per la prima volta, detti per scontato che fosse uno Spettro/Erba per via del suo aspetto e colore. Infatti, quando mi trovo a combatterci contro, ho sempre quel momento di sbandamento per quanto riguarda la scelta migliore da fare! Mi raccomando, non mandate il vostro Blaziken a combattere contro un Gardevoir convinti, come me, che sia un Pokémon d’Erba – gli basterà uno Psichico per mandare ko il vostro Pokémon Fuoco/Lotta! 😛

Spero che l’articolo sia stato di vostro gradimento! Alla prossima con una delle curiosità più curiose mai sentite sul mondo dei Pokémon! 😀 (Per questo non vi anticipo nulla! A_A)

GreatMik

Onomastica Pokémon

Salve a tutti! Era da un po’ che non mi facevo sentire eh? Purtroppo c’è la mia vita da studente universitario che chiama, e quando lo fa, non posso sottrarmi! 😛
Oggi vi porto un articolo di curiosità per quanto riguarda i nomi di alcuni Pokémon.
Molte cose vi saranno già note, ma sicuramente ce ne saranno altre che disconoscevate e che troverete quindi interessanti (o almeno spero)!

Nomi

Moltres, Zapdos, Articuno, Kadabra, Ekans e Hitmonchan

La maggior parte Pokémon prende il nome da quelle che sono le caratteristiche fisiche, comportamentali e elementali di ognuno di essi. Tuttavia, ci sono alcuni Pokémon con dei nomi particolari che prendono spunto da fattori differenti come giochi di parole o addirittura persone del nostro mondo reale. E’ proprio di quei nomi che vi parlerò in quest’articolo.

Iniziamo subito da quelli sicuramente più noti: Ekans e Arbok.
Se leggiamo al contrario i due nomi, otteniamo questi risultati:

Ekans = snakE (serpente in inglese)
Arbok = kobrA (cobra, semplicemente)

Stupefacente eh? No? Ok, me l’aspettavo! 😀

Ma passiamo ora all’origine dei nomi degli storici Pokémon di Lotta Hitmonlee e Hitmonchan. Il primo abile con i calci, il secondo, molto più bravo coi pugni.
Analizzando le desinenze dei loro nomi, scopriamo a CHI li devono:

-lee = viene da Bruce Lee, perchè, nel suo stile di combattimento, utilizzava prevalentemente calci;
-chan = viene da Jackie Chan, in quanto quest’ultimo era molto abile nell’utilizzo dei pugni.

Anche questo lo sapevate eh? 😀

Analizziamo ora i nomi dei tre uccelli leggendari Articuno, Zapdos e Moltres.
La cosa che subito ci salta all’occhio (e all’orecchio) è il fatto che i loro nomi contengano le parole -uno, -dos e -tres, parole spagnole per i numeri uno, due e tre.

Ma proviamo ad isolare la parte iniziale dei tre nomi Art-, Za- e Mo-. Anagrammandole otterremo: Mozart!

Cosa c’entra? Non lo so. E’ un caso? Quasi sicuramente. Comunque lo trovavo degno di nota! 😛

Passiamo ora ad un altro Pokémon: Kadabra.
Di Kadabra però, analizzeremo il nome giapponese, ovvero ユンゲラー (Yungerā).

Questo nome POTREBBE derivare dal nome di Uri Geller, un famoso personaggio televisivo israeliano che sostiene di avere potere psichici, tra i quali quello di piegare i cucchiai con la forza del pensiero.
Nel 2000 Geller denunciò la Nintendo per diffamazione, dicendo che Kadabra infangasse la sua reputazione in quanto Pokémon “malvagio e occulto” e che gli avesse rubato nome e identità. Sosteneva inoltre che lo forme di “S” sull’addome di Kadabra fossero un richiamo alle SS Naziste. In ogni caso, perse la causa.

Questa era già più interessante vero? 😀

E ora, per concludere, eccovi una serie di nomi “prototipo” per alcuni Pokémon della Prima Generazione. Questi nomi furono approvati dalla Nintendo, ma cambiati, poi, poco prima dell’uscita dei giochi Rosso e Blu nel continente americano.

Kakuna = Kokoon, Rattata = Rattatak, Ekans = Arbo, Sandslash = Sandstorm, Clefairy = Aria, Clefable = Ariala (nella prima messa in onda dell’anime in Italia, infatti, Clefable viene chiamato “Clefarial”, a prova del fatto che i nomi erano stati in precedenza ufficializzati).

Vulpix = Foxfire, Paras = Parasyte (anche lui viene chiamato così nella prima messa in onda dell’anime in Italia), Diglett = Digda, Growlithe = Flamey, Arcanine = Blaze.

Abra = Hocus, Kadabra = Pocus, Machop = Kara-Tee, Machoke = Kung-Foo, Machamp = Ju-Doh, Tentacool = Jilly, Tentacruel = Man’O’War, Rapidash = Gallop, Slowbro = Slowmo, Magnemite = Coil, Magneton = Recoil, Dewgong = Manaty.

Gastly = Spirit, Haunter = Spectre, Gengar = Phantom, Cubone = Orphon, Marowak = Guardia, Lickitung = Tounguety’d.

Koffing = Ny (da New York),  Weezing = La (da Los Angeles), due delle città americane con il più alto tasso di smog nell’aria! Chansey = Lucky, Tangela = Medusa.

Seaking = Neptune, Scyther = Stryke, Gyarados = Skullkraken, Lapras = Ness, Eevee = Eon.

Aerodactyl = Ptera, Omanyte = Ess, Omastar = Kargo, Kabuto = Att, Kabutops = Lantis, Dratini = Dragoon, Dragonair = Dragyn.

Spero che l’articolo vi sia piaciuto! Fatemelo sapere con i vostri, per me importantissimi, commenti!
Ciao!

GreatMickey

Pokémon Spettro: spiriti di Pokémon defunti?

Buon pomeriggio a tutti voi, miei cari lettori e lettrici! Finalmente sono riuscito a completare l’articolo che vi avevo anticipato un po’ di tempo fa: un approfondimento sul tipo Spettro!
Questo articolo apre la categoria “Approfondimenti”, che si riempirà presto – spero – di articoli del genere.

spettri

Banette, Frillish, Drifloon, Dusclops, Gengar, Giratina e Shuppet

Ma ora passiamo a noi! Il tipo Spettro è senza dubbio uno tra i più misteriosi tipi di Pokémon (a fargli compagnia Psico e Buio): confusione e paralisi sono tra le conseguenze primarie causate da attacchi appartenenti a questo elemento. Al tipo Spettro appartengono perlopiù Pokémon dall’aspetto macabro e inquietante come Duskull e Gengar, Pokémon che amano vivere nell’ombra, nelle case abbandonate, nelle navi giacenti nel fondo del mare, nelle torri dei castelli più alti, nei cimiteri. Ma la domanda più grande, quella che ogni Pokéfan si è sempre posto, è senza dubbio la seguente: ma i Pokémon di tipo Spettro sono o non sono gli spiriti di Pokémon passati a miglior vita? Nei primi giochi di Pokémon, Pokémon Rosso e Pokémon Verde, ma anche nei successivi Rosso, Blu, Giallo, RossoFuoco e VerdeFoglia,  era possibile visitare la famosa Torre Pokémon, situata nella cittadina di Lavandonia, nella regione di Kanto, un edificio di sette piani adibito a cimitero per Pokémon. Prima che la torre venisse trasformata in una filiale della Torre Radio di Fiordoropoli, e le lapidi venissero spostate in un luogo poco conosciuto, sempre nei pressi di Lavandonia, al suo interno era potevano essere avvistati degli spettri. Tuttavia, non era possibile riconoscere questi Pokémon senza l’uso di uno strumento apposito, chiamato Spettrosonda. Senza tale strumento, infatti, i Pokémon selvatici che comparivano all’interno della torre avevano le sembianze di “comuni” fantasmi (anche se le sagome ricordavano molto sia Gastly che Haunter).

unrevealed phantoms

Pokémon della Torre senza Spettrosonda

Una volta ottenuta la Spettrosonda, gli spettri rivelavano la loro vera identità di Pokémon, ed infatti, si trattava dei succitati Gastly e Haunter. Questo ci farebbe pensare che, quindi, trovandosi all’interno di un cimitero, ed avendo bisogno di una sonda speciale per rivelarne l’ideantità, i due Pokémon siano veri e propri fantasmi. Tuttavia, un fatto che ci aiuta a capovolgere questa tesi è la classificazione Pokédex dei due spettri: entrambi sono classificati come Pokémon Gas, e la descrizione di Gastly, in particolare, ci dice addirittura che è formato al 95% da gas velenosi! Essendo fatti di gas, Gastly e Haunter sarebbero quindi dei Pokémon gassosi, che potrebbero non avere nulla a che fare con l’aldilà, e che quindi, non sarebbero gli spiriti dei Pokémon defunti, ma forme di vita a sé stanti.
A sostegno di questa teoria, sia i giochi citati in precedenza, che il manga, ci danno delle prove inconfutabili. Nei giochi infatti, abbiamo a che fare con gli spiriti di un Marowak e diversi Cubone uccisi dal Team Rocket che, pur essendo degli spiriti, non si trasformano in nessuno dei Pokémon Spettro da noi conosciuti, ma mantengono i loro aspetti naturali.
Anche nel manga, quando Red, il protagonista, entra nella Torre Pokémon e ha a che fare con Pokémon oramai defunti da tempo, essi mantengono le loro forme originali. Tuttavia c’è da precisare che quelli del manga non erano veri e propri spiriti, ma carcasse, veri e propri cadaveri, con tanto di decomposizione in itinere, dei Pokémon sotterrati nella Torre, “pilotati” da un Gastly dispettoso.

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Alcune vignette del manga che ritraggono l'incontro di Red con i Pokémon-zombi

Avendo analizzato tutte queste prove, potremmo dunque arrivare a concludere dicendo che i Pokémon di tipo Spettro non sono gli spiriti dei Pokémon deceduti, in quanto questi ultimi, una volta passati a miglior vita, mantengono le loro forme originali, qualora dovessero ricomparire in veste di fantasmi.
Non c’è dubbio però, che i Pokémon di tipo Spettro posseggano delle abilità speciali riconducibili a quelle dei veri fantasmi: Misdreavus, per esempio, si diverte a spaventare le persone lanciando urli strazianti che ricordano la voce umana; Shuppet, vaga nella notte alla ricerca di cattivi sentimenti, come vendetta, invidia e risentimento, dei quali si nutre; lo stesso Gastly, nell’anime afferma di poter visitare a suo piacimento l’aldilà e Litwick, ha il compito di far luce alle anime che compiono la transizione dal regno dei vivi a quello dei morti; senza contare che tutti hanno l’abilità di passare tra i muri e di sparire nel nulla.
La caratteristica del cibarsi di cattivi sentimenti, pensieri o sogni, accomuna molti Pokémon di tipo Spettro. Alcuni di loro sono addirittura nati da azioni cattive o eventi nefasti. Banette per esempio,  era un pupazzo buttato via con disprezzo dal suo piccolo padrone, che prese vita animato dal rancore nei suoi confronti; o Yamask, che si dice sia lo spirito di un essere umano, rimasto incastonato in una maschera.
Il motivo per cui i Pokémon di tipo Spettro si aggirano per luoghi tristi e lugubri, potrebbe essere quindi proprio quello del nutrimento: essendo dei Pokémon che si cibano di pensieri tristi e amari, quale miglior posto per trovarne se non un cimitero o una vecchia villa abbandonata?
A conclusione di tutto, possiamo affermare, con certezza quasi matematica, che i Pokémon di tipo spettro non sono spiriti deceduti, bensì esseri viventi con abilità e caratteristiche simili a quelle di fantasmi, poltergeist, goblin, demoni e simili, sempre in cerca di emozioni negative, d’aspetto solitamente tetro e con una personalità perlopiù dispettosa.

Spero che l’articolo vi sia piaciuto! Attendo con ansia i vostri commenti!
Greatmickey

Butterfree e Venomoth: Evoluzioni invertite?

Buon pomeriggio miei cari lettori! Nel precedente articolo vi avevo promesso che avrei scritto sulle particolarità del tipo Spettro, ma siccome non è facile come argomento, e siccome il tempo a disposizione per il blog, per il momento, è veramente poco, vi scrivo qualcosa di più breve, ma non per questo meno interessante, che dà vita alla categoria “Curiosità“.

Nell’immagine qui sotto, ci sono due catene evolutive di Pokémon appartenenti alla Prima Generazione, così come siamo stati abituati a vederli da sempre: Caterpie, Metapod e Butterfree, in alto, e in basso Venonat e Venomoth.

normal evos

Le evoluzioni così come le conosciamo

Tutti e cinque sono Pokémon appartenenti al tipo Coleottero, ed entrambi gli ultimi stadi sono capaci di volare, essendo uno una farfalla e l’altro una falena.
Ma c’è qualcosa che non quadra. Dieci anni fa, quando vidi per la prima volta Venonat, nell’episodio dell’anime in cui Ash sfida il Capopalestra Koga, notai la forte somiglianza del batuffolo viola con il Pokémon Farfalla, Butterfree. Gli elementi in comune erano così palesi, che all’epoca, non sapendo ancora che le evoluzioni si fermassero a tre stadi, credetti Venonat l’evoluzione di Butterfree stesso. Successivamente, completando l’album di figurine (lo stesso che spacciava Hitmonchan come l’evoluzione di Hitmonlee) mi dovetti rendere conto che mi ero sbagliato.

Ma siamo sicuri che il piccolo Mickey si fosse sbagliato? E se magari fu la Game Freak (o chi per lei) a sbagliarsi, 15 anni fa, quando uscirono Pokémon Rosso e Pokémon Verde, invertendo, per errore o per capriccio, i due sprites di Butterfree e Venomoth?
Vediamo e commentiamo insieme l’immagine qui sotto.

supposed evos copia

E se invece fosse questa la verità?

In questa seconda immagine ho invertito di posto gli artwork di Butterfree e Venomoth evidenziando le somiglianze che il primo ha con Venonat e il secondo con Caterpie e Metapod.
Come possiamo vedere, le somiglianze sono davvero impressionanti! I riquadri in celeste, ci mostrano che le antenne rigide di Caterpie si sono mantenute in Venomoth, così come il pattern a righe in basso, che da parte finale del corpo del Pokémon Bruco diventa l’addome della falena velenosa. Ma anche gli occhi sono molto più simili ora, rotondi con pupilla nera. Inoltre c’è da aggiungere che i cerchietti gialli sulla schiena di Caterpie, erano presenti (colorati di giallo anche all’interno) sul dorso delle ali di Venomoth nel suo primo artwork originale.
Le somiglianze tra Venonat e Butterfree, invece, sono ancor più evidenti: il colore del corpo è praticamente lo stesso. Gli occhi hanno la stessa forma e lo stesso colore. Stessa forma anche le zampette anteriori e le antenne, e molto simili anche le zampe posteriori (delle quali è completamente privo Venomoth) e il muso.

Sconvolgente eh? Purtroppo, però, non potremo mai sapere la verità! E dal momento che le catene evolutive Caterpie-Metapod-Butterfree e Venonat-Venomoth sono state ufficializzate e accettate dal fandom da oltre 15 anni, l’ardua sentenza spetta solo a noi! Chissà, magari,  se ci crediamo, un giorno il nostro Metapod catturato nel Bosco Smeraldo si evolverà, e a schiudere le ali sarà uno splendido (poeticamente parlando) Venomoth! 🙂

E con questo vi saluto! Ci sentiamo presto, con, spero, l’articolo che vi avevo promesso sul tipo Spettro, non mancate!

GreatMik

Focus on: Wartortle

Salve a tutti! Mi rifaccio vivo dopo qualche giorno d’assenza (purtroppo devo trovare buchi di tempo tra il mare e lo studio) con un articolo richiestomi da un mio caro amico e visitatore: un Focus on Wartortle!

wartortle

#008 - Wartortle

Wartortle è la forma evoluta di Squirtle, uno dei tre Pokémon iniziali della regione di Kanto. E’ classificato come il Pokémon Tartaruga, proprio perchè, come si può facilmente notare, è ispirato proprio ad una di esse.
Le differenze tra Wartortle e la sua pre-evoluzione sono ben poche ma parecchio evidenti. Infatti Wartortle, oltre ad avere artigli sulle zampe anteriori e un diverso pattern sul guscio, possiede un vistoso paio d’orecchi e una coda che ricorda molto un flutto marino (un rimando, quindi, al suo tipo: l’Acqua). Una delle curiosità sul conto di Wartortle coinvolge proprio le sue orecchie: in alcuni vecchi artwork dell’anime quest’ultime sono colorate dello stesso colore della sua pelle, anzichè di quello della sua coda. Tuttavia si trattò solamente di un errore; infatti, sia nella serie animata che nelle successive rappresentazioni (artworks e sprites) le orecchie di Wartortle hanno mantenuto il loro colorito originale.
Per quanto riguarda il carattere, i Wartortle sono famosi per essere molto leali al loro allenatore, ma anche orgogliosi e aggressivi. Una descrizione Pokédex dice che questi Pokémon si vantano spesso dei graffi che riportano sul guscio, proprio perchè sono i segni delle loro precedenti battaglie. Questo carattere guerrigliero ha senza dubbio influito nella scelta del nome: War (guerra) + tortoise (testuggine) + turtle (tartaruga).
Si dice che i Wartortle siano dei Pokémon molto longevi (alcune leggende parlano addirittura di 10.000 anni!), per questo motivo non è difficile vederli in compagnia di persone anziane. E’ possibile stabilire l’età di un Wartortle dal manto della sua coda (che si scurisce con l’età) e dalla presenza di alghe incastonate nelle fessure del suo guscio.
Come ogni tartaruga che si rispetti, Wartortle è capace di battere ritirata all’interno del suo guscio sia per difendersi che per usare veri e propri attacchi come Ritirata e Rapigiro. E’ capace di apprendere anche attacchi d’acqua molto potenti, come Idrondata e Idropulsar, ancor prima di evolversi in Blastoise.
Wartortle, pur essendo uno dei Pokémon appartenenti alla storica Prima Generazione, non è molto popolare, dal momento che ha avuto davvero pochissime apparizioni nell’anime. A possedere un Wartortle nella versiona animata è Vera, che tuttavia lo ottiene facendo evolvere il suo Squirtle off-screen durante la saga di Sinnoh.

Finisce qui il mio secondo Focus On! Spero che vi sia piaciuto e che l’abbiate trovato anche un pochino interessante!
Se volete aggiungere qualcosa, o semplicemente commentare l’articolo, vi invito a utilizzare la funzione che permette di commentare, qui in basso.

Il prossimo articolo inaugurerà la categoria “Riflessioni” (nome che potrebbe variare) e si analizzeranno tutte le caratteristiche e le stranezze del tipo Spettro! Non perdetevelo!

Greatmickey

La controversia di Pietrabrillo, Neropietra e Pietralbore

Salve a tutti! Sono lieto di presentarvi il mio più recente articolo che inaugura la categoria “Controversie“. Il mondo dei Pokémon (quello reale e tangibile, l’impero di Satoshi Tajiri insomma – non quello sul quale sculetta Ash), come ogni business che si rispetti, ha le sue magagne, le sue inconsistenze e i suoi errori;  l’intento della categoria “Controversie” è proprio quello di parlare di questi argomenti un po’ oscuri, sia per motivi ignoti ai più, che per banali errori di traduttori e mediatori.

Proprio di quest’ultima categoria d’errori si parlerà in quest’articolo, più in particolare, della discutibile traduzione dei nomi delle Pietre Evolutive aggiunte nella quarta generazione: Pietrabrillo, Neropietra e Pietralbore.

stones

Pietrabrillo - Neropietra - Pietralbore

Pietrabrillo, una peculiare pietra trasparente che racchiude un bagliore giallo al suo interno, è la Pietra Evolutiva che è capace di far evolvere Roselia in Roserade, Togetic in Togekiss e Minccino in Cinccino.
Neropietra, è una pietra di colore viola scuro, che nasconde al suo interno un alone tetro più buio del cielo notturno. Con questa pietra è possibile far evolvere Murkrow in Honchkrow, Misdreavus in Mismagius e Lampent in Chandelure.
Pietralbore, invece, che è una pietra di colore azzurro che si dice abbia lo stesso luccichio degli occhi,  è capace di far evolvere Kirlia maschio in Gallade e Snorunt femmina in Froslass.

Ma arriviamo al dunque: i nomi Pietrabrillo e Pietralbore, sono traduzioni letterarie delle versioni americane Dawn Stone e Shiny Stone, mentre Neropietra (in inglese Dusk Stone) è una delle solite sceltacce all’italiana per quel che riguarda la traduzione del materiale giapponese.
Per quanto riguarda i nomi italiani, notiamo che concettualmente, nessuna delle tre pietre sembra collegata ad un’altra, in quanto le desinenze -brillo, Nero- e -albore, non hanno nulla a che fare tra loro. Prendendo in esame i nomi in inglese invece, notiamo che Dusk Stone (letteralmente Pietramonto – pietra + tramonto) e Dawn Stone (Pietralba – pietra + alba) richiamano i concetti di alba e tramonto, sembrando quindi due pietre uguali ed opposte, lasciando fuori dal giro la Shiny Stone.

Ma non è così! In realtà sono Pietrabrillo e Neropietra ad essere complementari, mentre Pietralbore è una stand-alone, in quanto i suoi effetti si realizzano soltanto se vengono soddisfatte alcune variabili (il sesso del Pokémon).
Vediamo perchè:

I nomi giapponesi, e quindi quelli originali, delle tre pietre, rispettivi all’ordine in cui compaiono nell’immagine in alto,  Light Stone, Dark Stone e Awakening Stone, letteralmente “Pietra Luce”, “Pietra Buio” e ” Pietra Risveglio” ci rivelano la vera natura delle tre Pietre Evolutive.

Innanzitutto, ci accorgiamo che Light Stone e Dark Stone sono due pietre complementari, che prendono il “potere” rispettivamente dalla luce e dalle tenebre. Infatti, i primi due Pokémon sui quali la Light Stone ha esercitato il suo potere evolutivo, sono concettualmente collegati alla luce: Roselia è di tipo Erba e porta con sè delle rose che ,come la maggior parte dei fiori, hanno bisogno di luce per sopravvivere e crescere, e Togetic è un Pokémon attivo prevalentemente di giorno. Specularmente, i primi due Pokémon sui quali ha avuto effetto la Dark Stone, sono entrambi Pokémon che vivono nell’ombra: Misdreavus è uno spettro e Murkrow è un Pokémon notturno di tipo Buio.
Anche il nome della Awakening Stone è fortemente collegato al suo effetto: infatti, è come se, grazie all’ausilio di questa pietra, si “risvegliasse” l’evoluzione dormiente di un Pokémon del quale già si conosceva una possibile forma evoluta. Il fatto che la pietra abbia effetto solo su Snorunt femmina e su Kirlia maschio non è difficile da capire se analizziamo le loro forme evolute ottenute tramite il semplice allenamento.
Gardevoir ha un aspetto essenzialmente femmineo, una longilinea silhouette con strascico bianco. Ecco perchè il “Pokémon dormiente” in un Kirlia maschio ha le fattezze di un combattente, caratteristica prettamente mascolina.
Glalie invece, è ispirato ad una creatura mitologica maschile del folklore giapponese: l’Oni. Di tutta risposta, il “Pokémon dormiente” in uno Snorunt femmina è ispirato ad un’altra creatura mitologica giapponese: la Yuki-Onna, lo spirito di una donna in kimono che fluttua per le nevi: non vi ricorda per niente il nostro Froslass? 🙂

E con questo è tutto! Spero abbiate trovato interessante il mio articolo (e non dimenticate quindi di commentarlo)!
Ci vediamo alla prossima con un Focus on: Wartortle!

Greatmickey