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Focus on: Lucario

Buongiorno a tutti carissimi lettori e lettrici! Come procedono queste vacanze estive? Le mie molto bene – ecco perché non scrivo mai nulla qui, sono sempre al mare! 😛 Ogni tanto però mi ricordo del mio caro blog e torno a scrivere degli adorati Pocket Monsters!

L’articolo di oggi è un Focus on che mette sotto i riflettori uno dei Pokémon più amati della Quarta Generazione: Lucario! Ho scelto di parlare di questo Pokémon per via di una “disputa” tra me ed un mio amico sulle origini del suo concept (io ero convinto fosse un coyote, lui un lupo, alla fine si è rivelato essere uno sciacallo -_-“).

Lucario

#448 – Lucario

Lucario, il Pokémon Aura, è stato uno dei primissimi Pokémon della Quarta Generazione a debuttare prima ancora dell’uscita di Pokémon Diamante e Pokémon Perla, i giochi in cui sarebbe stato possibile catturarlo. Insieme a Mime Jr., Weavile, Bonsly e il già precedentemente rivelato Munchlax, Lucario precede la sua Generazione comparendo (come protagonista) nel film “Lucario e il mistero di Mew“. Essendo – fino ad allora – il fandom abituato a Pokémon Leggendari come protagonisti dei film, per un bel po’ di tempo (finché non uscirono Diamante e Perla, rivelando Riolu, la sua forma pre-evoluta) Lucario è stato creduto, appunto, un Leggendario.

Sbirciando sulla pagina di Bulbapedia dedicata a questo Pokémon, ho scoperto che i suoi poteri mistici (controllare l’aura o parlare telepaticamente) sono dovuti alle sue origini divine. Per la creazione di Lucario infatti, quei geniacci di Sugimori e il suo staff si sono ispirati nientedimeno che alla funesta divinità egizia Anubi, il dio col corpo umano e la testa da sciacallo.
Il ruolo di Anubi nella mitologia egizia era quello di giudicare le anime dei defunti prima del passaggio nell’Aldilà, e ciò ricorda molto l’abilità di Lucario di poter vedere l’Aura degli altri esseri viventi e poterne valutare le intenzioni.
Inoltre, sempre Bulbapedia sostiene che Lucario sia in parte ispirato ad un boxer egiziano, e questo spiegherebbe il pattern simile ad una maschera che ha sul volto, e il suo Tipo Lotta.

Anche il suo nome ha origini come dire, spirituali. Il nome Lucario (che è la lettura del nome originale giapponere Rukario) potrebbe essere l’anagramma di Orichalcum (in italiano oricalco) un metallo leggendario – ed ecco spiegato il secondo Tipo di Lucario, Acciaio! – oppure di oracle (oracolo, che in giapponese è orakuru). Tuttavia, alla creazione del suo nome possono aver influito anche le parole lupaster (lo sciacallo egiziano), Cairo, pharaoh (faraone), lykos (lupo in greco) o lucha (lotta in spagnolo).

Come Pokémon i Lucario sono molto fedeli al proprio allenatore, sono fieri e orgogliosi e possiedono un forte senso di giustizia. Dal momento che possiedono poteri che li rendono molto sensibili alle sensazioni altrui, i Lucario preferiscono vivere in solitudine nelle zone montane, e raramente è possibile trovarne di selvatici.

Per quanto riguarda il “reparto mosse”, sebbene Lucario sia un Pokémon in parte di tipo Acciaio, può imparare solamente tre mosse appartenenti a questo tipo: Ferrartigli, Ferrostrido e Cannonflash, delle quali solamente le prime due vengono imparate dal Pokémon senza l’ausilio di una MT. Le altre due mosse di tipo Acciaio che Lucario può apprendere legalmente sono Pugnoscarica (tramite accoppiamento con il solo Hitmonchan) e Ferroscudo (accoppiandosi con altri quattro Pokémon).
Per quanto riguarda il suo tipo primario invece, Lotta, Lucario possiede una vasta gamma di possibilità: è capace, infatti, di utilizzare potenti attacchi come Zuffa e Focalcolpo, senza dimenticare la sua Mossa Personale: Forzasfera.

Forzasfera è senza dubbio l’attacco rappresentativo di Lucario, dal momento che si tratta di un palla d’energia che sprigiona chi è capace di utilizzare la proprio Aura. (Non a caso si lancia come un Kamehameha! :D) Lucario poi, è uno dei soli quattro Pokémon non-leggendari, capaci di utilizzare tale mossa (inizialmente pensata come sua mossa esclusiva).

Nell’anime, sono stati diversi i Lucario che hanno avuto un ruolo centrale negli episodi in cui sono apparsi. Primo di tutti, il Lucario del succitato film, fedele compagno di Sir Aaron e successivamente di Ash. In questo film si evince l’orgoglio e la forza d’animo di questo Pokémon che, salvato secoli prima dal suo allenatore durante una guerra, gli rende giustizia sacrificando allo stesso modo la sua vita per salvare il leggendario Albero dell’Inizio. Un altro esemplare di Lucario comparso nell’anime è quello della Capopalestra di tipo Lotta della regione di Sinnoh, Marzia, che mette ko ben due Pokémon di Ash, prima di perdere contro Buizel (ma si può?!). L’ultimo Lucario apparso nella serie animata (a parte quello presente nel trailer di Pokémon Bianco e Nero 2) è quello di Marisio, allenatore che compare anche nei giochi di Quarta Generazione, al quale, tra le altre cose, è ispirata la figura di Sir Aaron.
Infine, in Diamente, Perla e Platino (ma anche nel suo ritorno in Nero e Bianco) Lucario è uno dei Pokémon della squadra di Camilla, la Campionessa della Lega di Sinnoh, la quale ha anche delle decorazioni nei capelli simili alle protuberanze che penzolano sotto le orecchie di Lucario.

Un ul’tima particolarità di questo Pokémon è che, sebbene risulti come un Pokémon evoluto, la sua forma pre-evoluta, Riolu, non è un Pokémon Base, bensì un Baby Pokémon. Questo farebbe di Lucario un Pokémon Base, tuttavia, così com’è successo per Togepi e Togetic, essendo stati entrambi (Baby ed Evoluzione) introdotti nella stessa Generazione, Lucario risulta come Pokémon di Fase 1.

Per oggi è tutto miei cari lettori e lettrici! Spero che l’articolo vi sia piaciuto! Ci leggiamo nei commenti! 😉
A presto,

Greatmickey

Cubone era un piccolo di Kangaskhan?

Buongiorno a tutti carissimi lettori! Finalmente, dopo una lunga assenza durata più di mezzo anno (ca**o che vergogna), rieccomi qui a prendere le redini di questo Poké-blog! Gli impegni universitari sono finiti (sono il dottor GreatMickey ora!) e l’estate è cominciata, ergo avrò finalmente più tempo per propinarvi le mie bizzarre idee sul mondo dei Pokémon!

L’articolo del quale ho deciso di parlavi oggi cerca di svelare due dei più grandi misteri della Prima Generazione di Pokémon: cosa c’è sotto il teschio che Cubone indossa vita natural durante? E poi, che ne è del piccolo di Kangaskhan se la madre muore quando lui è ancora un cucciolo?
Le risposte, sotto quest’immagine.

Marowak, Cubone e Kangaskhan

Marowak, Cubone e Kangaskhan

La risposta, molto shock (o per niente), a questi particolari quesiti potrebbe essere la medesima: Cubone È – o più precisamente ERA – un cucciolo di Kangaskhan.

Tutti conosciamo la triste storia di Cubone e cioè che indossa il teschio della madre defunta e piange ogni notte per la sua assenza, ma ben poco sappiamo riguardo alle sue vere origini.

Secondo la particolare analisi che vi propongo in questo articolo, Cubone sarebbe stato in precedenza un cucciolo di Kangaskhan che perse sua madre prima ancora di crescere e diventare un possente Kangaskhan a sua volta e che, come vuole appunto la sua storia, riportata anche in diverse descrizioni Pokédex, decise di indossarne il teschio dopo la sua morte e usare una delle sue ossa come arma per difendersi.
Non potendo più crescere protetto e nutrito dalla madre, il piccolo Kangaskhan potrebbe essersi sviluppato in modo differente per affrontare da solo le difficoltà della vita ed essersi quindi “evoluto” in un Cubone. Mantenendo quello stile di vita e portando sempre sempre con sè i resti ossei della madre, Cubone non cresce più come Kangaskhan, bensì come Marowak che, come vedremo, ha molte somiglianze col Pokémon Genitore e potrebbe aver cambiato tipo da Normale a Terra, proprio per adattarsi al nuovo ambiente.

Analizziamo ora le somiglianze, molto palesi a mio avviso, tra Marowak e Kangaskhan, utilizzando alcuni vecchi artwork dell’anime inseriti nell’immagine qui sotto:

Probabile catena evolutiva di Kangaskhan

Probabile catena evolutiva di Kangaskhan

Nell’immagine sono state evidenziati e messi a confronti alcuni connotati fisici di Marowak e Kangaskhan che sono molto simili tra loro:

– Il pattern a righe orizzontali sulla pancia di Marowak ricompare in Kangaskhan con l’aggiunta di un marsupio. (Se si osserva, si nota che anche la pancia e l’intera silhouette di Cubone e del cucciolo di Kangaskhan sono molto simili);
– Gli occhi di Marowak e Kangaskhan sono quasi identici;
– Sulla coda (identica per entrambi), sia Marowak che Kangaskhan hanno lo stesso spuntone che punta verso l’alto;
– Sebbene siano assenti in Marowak, sia Cubone che Kangaskhan hanno degli spuntoni anche lungo la schiena.

Il perché la Game Freak possa aver deciso di “nascondere” questo legame tra questi tre Pokémon potrebbe essere, come sempre, il terribilmente basso target di acquirenti dei giochi Pokémon, non adatto ad una tale “macabra” rivelazione. La triste storia di Cubone è stata comunque resa nota in Verde, Blu, Rosso e Giallo (e successivi remake), mostrando però come spirito della madre defunta un Marowak, evoluzione naturale di Cubone, ed eliminando, quindi, ogni legame con Kangaskhan.

Un’altra particolare analisi, invece, vuole che il piccolo Cubone altro non fosse che un Charmander che perse la madre (un Charizard – notare le somiglianze tra il cranio che indossa Cubone e la testa di Charizard), al quale si spense la coda, che indossò il teschio della madre, che prese un osso… ecc, ecc, ecc. Ma questa, è un’altra storia.

Volendo tirare le somme di questo discorso, vi dirò che io, sinceramente, non sono molto convinto di questa storia. Sì, è vero, le somiglianze sono molte, ma ci sono anche cose forzate e che non combaciano alla perfezione, come ad esempio la forma del teschio che indossa Cubone che difficilmente si adatta ad un Kangaskhan o le differenze di Tipo.

Voi che ne pensate invece? Fatemelo sapere nei commenti che, vi ricordo, si possono tranquillamente inserire senza che vi registriate.

Spero che l’articolo vi sia piaciuto!
Alla prossima.

GreatMickey

Focus on: Delibird

Buon pomeriggio a tutti, miei cari lettori e lettrici! Vi chiedo scusa per questa mia lunga assenza, ma sono stato molto impegnato con l’università e gli “oneri” natalizi. Finalmente con un peso un meno (ho finito gli esami!) e un po’ di libertà in più, eccomi qui a regalarvi un articolo a tema! Cosa c’è, quindi, di più natalizio nei Pokémon se non il nostro caro vecchio Delibird? 😀 Enjoy the article (and the Christmas time)!

delibird

#225 – Delibird

Delibird, schedato nel Pokédex come il Pokémon Consegna (denominazione dovuta alla sua attidudine a consegnare oggetti – che siano spediti  da mittenti a destinatari terzi o che provengano direttamente dal Pokémon stesso – a persone e Pokémon; da qui quindi la derivazione del suo nome: delivery, appunto, consegna, + bird, uccello) è un Pokémon appartenente alla Seconda Generazione.
Spesso questo Pokémon, soprattutto nel Pokéweb, viene associato alle festività natalizie proprio perchè per il suo concept gli ideatori si sono ispirati nientedimeno che…a Babbo Natale!

Analizziamo un po’ le comunanze e i rimandi tra il nostro Delibird e il vecchio Santa Claus:
Rosso e Bianco sono colori preponderanti in entrambi;
– Enbrambi portano un sacco che contiene doni;
– Sia Delibird che Babbo Natale, quindi, hanno l’attitudine alla consegna e il modo in cui lo fanno è volando (Delibird è in parte di tipo Volante infatti);
– Entrambi vivono al Polo. Per questo Delibird è ispirato ad un pinguino ed è in parte di tipo Ghiaccio;
– La peluria bianca sotto il mento di Delibird ricorda molto la barba folta di Babbo Natale;
– Sull’addome di Delibird troviamo una porzione di pelo bianco che ricorda uno dei bottoni sul giaccone rosso di Santa Claus.

– Dimenticavo! Entrambi sono esseri di fantasia! D: (nu! Babbo nuuu!)

Convinti ora? 😀
Be’, diciamo che per molti non era affatto una novità, ma siccome ci troviamo in ambito natalizio, avevo voglia di non andare fuori tema! 🙂

Dimentichiamoci ora degli aspetti natalizi di Delibird e passiamo ad una parte più attiva: quella dei combattimenti!
Essendo un Pokémon di tipo Ghiaccio/Volante, Delibird è capace di imparare ed utilizzare un range di mosse veramente potenti come Geloraggio, Bora, Aeroassaldo e l’immancabile MN Volo.
Ma il suo attacco più famoso è senza dubbio Regalino (sua signature move, mossa rappresentativa che, a parte accoppiamento o eventi, può imparare solo lui) che ha due differenti effetti: potrebbe infliggere danno all’avversario, come potrebbe però rinvigorirlo ricaricandogli i PS. Nell’anime, per utilizzare la mossa, Delibird fruga nella sua coda a forma di sacco, tira fuori un pacchetto regalo e lo consegna all’avversario. Quando quest’ultimo lo spacchetta, viene colpito dalla potenza dell’attacco solo se esso esplode.

Nell’anime Delibird compare spesso come aguzzino di Jessie, James e Meowth, che dovrebbero, in teoria, consegnargli i soldi che sono riusciti ad ottenere in quel lasso di tempo.
Nell’episodio AG177, mentre Ash, Brock, Vera e Max si dirigevano verso la Piramide Lotta presso Kanto, decidono di fermarsi a Plumbeopoli nella palestra di Brock. Proprio a Plumbeopoli si trovava anche il Team Rocket (ma va?) che riceve da Delibird due Pokéball contenenti un Aggron e un Charizard con i quali sfidano Ash e Brock nella palestra per riuscire a prendere quel maledetto Pikachu.
Tuttavia a fine episodio Delibird torna a prendere le Pokéball lasciando intendere che la consegna sarebbe dovuta essere per Butch e Cassidy e non per Jessie e James.

Che altro dire, Delibird è proprio un fico, ma ha davvero bisogno di un’evoluzione! Spero che il maestro Sugimori si svegli e cambi rotta. Non mi è piaciuta affatto ‘sta storia della Quinta Generazione completamente discostata dalle precedenti quattro, spero vivamente che si ravveda!

Be’, per oggi è tutto miei cari lettori, non mi resta che augurarvi un Felice Natale e, se non dovessimo sentirci prima, un Magnifico Buon Anno Nuovo! Merii Kurisumasu!!! 😀

Focus on: Glaceon

Salve a tutti! Era da un po’ che non ci sentivamo eh? “Purtroppo” ho avuto una serie di impegni che mi ha tenuto (e continua a tenermi) lontano da questo genere di impegni cibernetici, ma ora che ho trovato un buco di tempo, ne approfitto per propinarvi un nuovo Focus on!

Mi chiedevate di parlare di una delle Eevoluzioni? Vi accontento subito proponendovi un (spero) interessante articolo su Glaceon!

glaceon

Glaceon

Proprio quando i fan non se lo aspettavano più, ad una generazione di distanza da Umbreon ed Espeon, ecco approdare con la Quarta Generazione (quella più succosamente piena di evoluzioni e pre-evoluzioni di Pokémon di generazioni precedenti) due nuove evoluzioni di Eevee (conosciute dai fan come “Eevoluzioni – Eeveeluzioni): Leafeon e Glaceon!
Mentre Leafeon era la tanto attesa e speculata evoluzione d’Erba di Eevee, Glaceon, di tipo Ghiaccio, rappresentò all’epoca una vera e propria novità.
A differenza dei precedenti metodi evolutivi, per far evolvere un Eevee in Glaceon o in Leafeon, bisogna farlo salire di livello nei pressi di Roccia Ghiaccio o Roccia Muschio rispettivamente.
Dal momento che, prima dell’avvento di Nero e Bianco, le due rocce di cui sopra si trovavano solamente nella regione di Sinnoh, è impossibile far evolvere Eevee in Glaceon/Leafeon nei remake di Oro e Argento.

Glaceon è classificato nel Pokédex come il Pokémon Nevefresca per via del fatto che grazie alla sua abilità di ridurre vertiginosamente la sua temperatura corporea, è capace di congelare l’atmosfera circostante, trasformandola in piccoli cristalli di neve. Congelando la sua pelliccia inoltre, analogamente ad un’altra Eevoluzione, Jolteon, può rizzare i singoli peli trasformandoli in veri e propri aghi affilati.

Osservando l’aspetto di questo Pokémon, notiamo che, oltre che per il singolare “copricapo” (simile ad un copricapo da sherpa) che porta sulla fronte, è caratterizzato da forme romboidali.
La tesi più probabile che giustifica questa scelta “geometrica” è probabilmente il richiamo alle forme dei cristalli di ghiaccio, solitamente appuntiti e regolari; con molta fantasia infatti, ponendo il viso di Glaceon come centro, i pendagli blu e le sue lunghe orecchie a punta, potrebbero ricordare appunto la forma classica a fiore di un cristallo di ghiaccio.
I colori che caratterizzano Glaceon sono tutti appartenenti alla scala dei blu, colori freddi quindi, per indicare la sua natura glaciale.

In battaglia Glaceon è anche un buon alleato: con un moveset molto interessante (impara semplicemente salendo di livello mosse come Gelodenti e Bora, e tramite l’uso di MT, Iper-Raggio, Palla Ombra e Gigaimpatto) e l’Attacco Speciale più alto tra tutti i Pokémon di Ghiaccio (sì, più altro di Articuno! Ma uguale a quello di Kyurem) possiamo definire Glaceon davvero un Pokémon d’attacco (al contrario di Leafeon, che ho allenato personalmente e che si è rivelato essere un pollo.)

Il nome di Glaceon viene fuori dall’unione della parola inglese “glacier” (ghiacciaio) più il suffisso -eon, comune a tutte le Eevoluzioni, che altro non è che il nome-prototipo di Eevee.

Nell’anime Glaceon compare veramente poco: a parte qualche cameo nei vari film di Diamante & Perla, fa il suo debutto nella squadra di Vera per qualche episodio. Sappiamo quindi che si tratta dell’Eevee che Vera aveva con se nel viaggio a Kanto.

Prima di concludere, vorrei farvi una domanda: ma come diamine lo pronunciate voi il nome di Glaceon? Per pronunciarlo in maniera corretta bisognerebbe chiamarlo [gleision], ma sarebbe accettabile anche un [glesion] o al limite un italianizzato [glasion]. Ma ahimè, nonostante il mio “essere” linguista, ammetto non senza vergogna che molto spesso mi scappa un tremendo [glaceon]. Ahahaha!

A presto, spero!
GreatMickey

Ditto: il primo tentativo della clonazione di Mew?

Salve a tutti miei cari lettori! Vi chiedo perdono, non sono molto attivo ultimamente, ma come vi avevo anticipato nel primo intervento del blog, non potrò esserlo di continuo per motivi universitari/familiari/sociali/ecc, ecc, ecc.

Detto questo, apriamo l’intervento di oggi con una domanda shock: e se Ditto fosse stato il primo tentativo di clonazione del piccolo Mew?
No, non sto scherzando, sul serio, pensateci un po’, non hanno proprio nulla in comune questi due Pokémon, entrambi rigorosamente appartenenti alla Prima storica Generazione? Vediamo un’immagine dei due a confronto e iniziamo a studiarne le caratteristiche.

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Mew e Ditto

Mew, il fantomatico Pokémon numero 151 e Ditto, il Pokémon Mutante condividono la caratteristica che più li rende speciali il fatto di poter trasformarsi in ogni singolo Pokémon.
Ma ci sono anche tante altre caratteristiche che li accomunano. Vediamole con ordine:

1) Come abbiamo detto, sono gli unici due Pokémon capaci di usare la mossa Trasformazione;
2) Condividono lo stesso colore sia nella forma normale che in quella Shiny (o Cromatica, per i fan della nuova traduzione tutta italiana);
3) Entrambi hanno lo stesso identico peso (4.0 kg);
4) Mew può imparare ogni singola mossa. Ma anche Ditto può farlo, anche se solo durante la sua trasformazione in un altro Pokémon. Questo limite potrebbe evidenziare il suo essere una versione “beta”, un fallimento.

Un’altra informazione interessante è che nei giochi di Prima e Seconda Generazione, ogni Pokémon catturato che conosceva la mossa Trasformazione, veniva considerato come un Ditto durante la trasformazione stessa. Quindi, se tramite l’hacking, qualcuno riusciva a catturare un Mew selvatico, se lo ritrovava successivamente come Ditto. (Spero di non aver capito male, non sono tanto ferrato nei glitch, ma così mi sembra di aver capito studiando il caso su Bulbapedia!)

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Ditto e Mew Shiny

Avendo analizzato i dati a nostra disposizione, passiamo ora a discutere della tesi principale dell’intervento: potrebbe Ditto essere un clone di Mew? Il primissimo tentativo, precedente al perfezionato Mewtwo?
Pensiamoci. Stando a quanto rivelato nei giochi di Prima Generazione, Mewtwo, il clone potenziato di Mew, è stato creato all’interno della Villa Pokémon, un edificio situato  su Isola Cannella. Quando visitiamo la villa, vediamo che è stata distrutta e abbandonata ed è diventata così la casa di molti Pokémon selvatici come Koffing, Grimer,Raticate e, dulcis in fundo, Ditto.
In Pokémon Giallo (la versione dei giochi più fedele all’anime/movie), la Villa Pokémon era uno dei due luoghi, insieme alla Grotta Celeste (guarda caso, luogo in cui si rifugia Mewtwo) in cui fosse possibile catturare il raro (sì, era abbastanza raro) Pokémon mutaforma, Ditto. La villa, disseminata di pezzi di diario che raccontano i vari esperimenti condotti  dal Dr. Fuji per clonare il leggendario Pokémon Novaspecie, Mew, e la successiva creazione e fuga del clone Mewtwo, potrebbe in effetti contenere anche i vari “tentativi viventi” fatti dagli scienziati, i Ditto, che una volta che Mewtwo ebbe distrutto l’intero edificio, si liberarono e fecero della villa stessa il loro habitat.

Piccola curiosità: nella Seconda Generazione (e quindi anche nel remake nella Quarta) la Villa Pokémon è stata completamente distrutta dall’eruzione del vulcano situato sull’isola. (Questo potrebbe spiegare l’esodo dei Ditto nella regione di Johto.)

Che dire, come al solito il discorso sembra molto coerente, ma ahimè privo al 100% di conferme ufficiali.
Io di mio, vi dirò, ci credo parecchio a questa teoria, sia perchè ci sono molti punti che quadrano alla perfezione, sia perchè sono dell’avviso che i Pokémon di Prima Generazione avessero parecchi di questi legami nascosti tra loro – legami che sono stati tolti, oscurati, dimenticati, con il crescere inesorabile del numero dei Pokémon esistenti.

Spero che l’articolo vi abbia stuzzicato anche solo un po’! Io lo trovo davvero molto interessante! 🙂 Fatemi sapere cosa ne pensate e qual è la vostra opinione al riguardo!

Ciao! GreatMickey.

Gengar è l’ombra di Clefable?

Buongiorno a tutti, miei avidi cercatori di curiosità! Come potete leggere dal titolo, apriamo l’argomento di oggi con una domanda che ci lascia un po’ perplessi: Gengar, il Pokémon spettro che compare fin nei primi secondi del video di apertura di Pokémon Verde e Rosso, e Clefable, il Pokémon fatato che da più di 15 anni oramai sembra essere approdato sul Mondo Pokémon dalla luna, dovevano essere concettualmente collegati all’epoca della Prima Generazione?
Proviamo a studiare l’immagine qui sotto:

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Clefable (primo piano) e Gengar (dietro)

Osservando i due artwork di Ken Sugimori (ma il giochino funziona anche con gli sprites dei giochi o con gli artwork dell’anime) notiamo che le sagome (e anche alcuni dettagli) di Clefable e Gengar sono molto simili:

– entrambi hanno un corpo ovale dal quale fuoriescono quattro zampe, un paio d’orecchi, un ciuffo, protuberanze sulla schiena e una coda;
– le zampe anteriori di Clefable e Gengar sono identiche;
– le zampe posteriori sono tozze in entrambi i Pokémon;
– le orecchie di entrambi sono lunghe e a punta;

Tuttavia, ci sono delle diversità tra i due: Clefable possiede una grande coda arricciolata (così come il suo ciuffo) ed un paio di protuberanze di un colore più scuro rispetto al suo colorito generale, che sembrerebbero essere delle ali. Gengar, al contrario, ha sia coda che ciuffo appuntiti, e sulla schieda ha una serie di spuntoni che fuoriescono dal suo corpo.

Torniamo ora alla nostra tesi: è possibile che ai tempi della Prima Generazione di Pokémon Gengar fosse inteso come l‘ombra dello stesso Clefable? In questo caso, le varie similitudini tra i due ci vengono in aiuto a sostegno della tesi, mentre le differenze non creano ostacoli: tante volte la nostra ombra distorce quelle che sono le forme reali, è plausibile quindi, che la coda, le ali e il ciuffo di Clefable si riflettano in modo impreciso nella sua ombra, facendoli sembrare degli spuntoni aguzzi.

Inoltre, se davvero Clefable e Gengar furono creati per essere delle controparti (Clefable rappresenta la luce, è ispirato ad un corpo celeste e si dice provenga dalla luna – Gengar rappresenta le tenebre, è uno spettro e vive nell’oscurità), non è difficile concepire la tecnica utilizzata per il loro art-concept:  luce > bontà > tratti morbidi, delicati e colori chiari – oscurità > malvagità > tratti spigolosi, aggressivi e colori scuri. Questo spiegherebbe il perchè delle differenze tra i due Pokémon.
Anche i tipi dei due mostri in questione, evidenziano il fatto che i due rappresentino degli opposti: essendo Clefable di tipo Normale e Gengar di tipo Spettro, gli attacchi dell’uno sono completamente inefficaci sull’altro e viceversa; questo forse, potrebbe riflettere il fatto che sia impossibile colpire la propria ombra, e dall’altro lato,che sia impossibile che la nostra ombra possa farci del male.
Un altro elemento, per finire, che li mette in relazione è il fatto che entrambi siano lo stadio finale di un sistema evolutivo formato da tre Pokémon – tuttavia c’è da precisare che fino all’avvento di Cleffa nella Seconda Generazione, Clefable apparteneva ad un sistema di soli due Pokémon.

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Gli sprites di D/P di Clefable e Gengar sovrapposti

A rafforzare l’idea che Gengar sia l’ombra di Clefable, oltre a tutti gli indizi che abbiamo raccolto finora, è la specie dello stesso Pokémon Spettro: Gengar è infatti riconosciuto dal Pokédex come il Pokémon Ombra, e molte delle sue abilità naturali, coinvolgono il mondo delle tenebre; Gengar, infatti, può nascondersi nell’ombra di ogni essere vivente per cibarsi poi del suo calore.

In ogni caso, ahimè, come per molte curiosità sul mondo Pokémon (specialmente queste concernenti la prima storica generazione), non avremo mai delle risposte certe – anzi, forse non avremo mai delle risposte del tutto. Questo articolo quindi non afferma nulla, ma semplicemente mette in luce uno tra gli argomenti più curiosi e controversi del magico mondo dei Pokémon! (Sembro il narratore dei film vero? :D)

[Aggiornamento del 28/12/11]

Il nome Gengar viene dal prestito tedesco Doppelgänger. E vedete un po’ cosa dice Wikipidia al riguardo:

<<Un doppelgänger è una copia spettrale o anche reale (sosia) di una persona vivente. Doppelgänger è composto da doppel, che significa “doppio”, e gänger, che letteralmente significa “che se ne va” (anche se in questo contesto, il significato è più vicino a “passante”). In italiano, la parola viene scritta in minuscolo e senza l’umlaut sulla lettera “a”, “doppelganger”, anche se la scrittura corretta senza umlaut è “doppelgaenger”.
Il termine, nella lingua nativa, si riferisce a un qualsiasi doppio o sosia di una persona, più comunemente in relazione al cosiddetto gemello maligno, o alla bilocazione. In alternativa, la parola viene usata per descrivere un fenomeno nel quale si vede la propria immagine con la coda dell’occhio. In alcune mitologie, vedere il proprio doppelgänger è un presagio di morte.>>

Spero che l’articolo sia stato di vostro gradimento! Quando lessi per la prima volta di questa teoria io rimasi a bocca aperta! Se vi va di commentare, vi ricordo che potete farlo tranquillamente senza registrarvi. Alla prossima!

Greatmickey